NARRAZIONE

Questa è una parola che ne include molte altre. Le parole e il racconto sono il
primo strumento che gli esseri umani inventarono per comprendere il mondo. Allo stesso modo,
narrare la propria storia è uno strumento fondamentale per dare senso alla propria vita e alle proprie
esperienze, spesso queste ultime diventano intellegibili solo dopo essere state comunicate ad altri.
La narrazione è anche uno strumento politico: gli stati nazionali hanno una propria narrazione delle
origini, tutti i grandi movimenti politici hanno un’ideologia e delle parole d’ordine che delimitano
la propria azione.
Per queste due ragioni narrare è fondamentale.
Narrazioni alternative per contrastare l’apatia e l’appiattimento delle menti nella comodità di una
visione unica e unificata. Per esempio, parlare di sincretismo culturale e della centralità del Mar
Mediterraneo, già in epoca antichissima, per smentire chi vuole farci credere che gli italiani siano
un popolo fin dalle origini dei tempi e che l’Africa sia lontana.
Narrazioni personali per comprendere sé stessi e gli altri, per creare delle zone di contatto in cui le
persone possano esprimersi, conoscersi, creare legami significativi in un clima di fiducia e
apertura. Dare e darsi la possibilità di ricostruire e rielaborare alcuni episodi della propria vita,
decidere da dove partire e cosa scegliere per presentare un’immagine di sé stessi, restituire dignità
e libertà a persone abituate a subire narrazioni estranee, stigmatizzanti e banali che non li
rappresentano affatto. Insomma, creare uno spazio in cui la dialettica tra tesi e antitesi, tra “il mio
mondo” e “il tuo mondo” si coniughi nella sintesi di un “noi”. Aprirsi alla condivisione della
propria storia e all’ascolto di quella altrui è la madre di tutte le attitudini interculturali. Così
facendo ci incamminiamo su una strada la cui destinazione finale non può che essere una sorpresa,
qualcosa di più grande di ciò che possiamo immaginare.

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