|2006| A Rebibbia un corso di formazione per operai/assistenti di scavo archeologico e manutentori di aree verdi.

ECCOM svolge un corso di formazione per “Operai specializzati in scavi archeologici, in manutenzione di beni culturali e aree verdi e giardini storici” destinato a persone in stato di detenzione nel penitenziario romano di Rebibbia Nuovo Complesso. Realizza anche un Antiquarium, dove allestire i reperti archeologici di epoca romana restaurati durante il corso.
Alle due edizioni del corso di formazione partecipano una ventina di allievi. L’attività formativa è composta da tre moduli (“Il mondo antico”, “Tecniche di scavo archeologico e documentazione grafica”, “Aree verdi in zone archeologiche”) e coniuga teoria in aula e tirocinio pratico, reso fattibile grazie ai reperti archeologici messi a disposizione dalla Soprintendenza Archeologica di Roma, provenienti da uno scavo realizzato tra il 2001 e il 2003 all’interno dell’Istituto Penitenziario di Rebibbia Nuovo Complesso.
I contenuti e la struttura del corso sono elaborati da Emilio Cabasino, Cristina Da Milano e Martina De Luca di ECCOM, su commissione della cooperativa sociale Cecilia ONLUS, che gestisce l’intera iniziativa. Il corso è riconosciuto e finanziato dall’Assessorato alla Formazione Professionale della Provincia di Roma.
Al termine del primo anno di corso, all’interno del penitenziario viene realizzato un Antiquarium: i partecipanti restaurano i reperti archeologici e li organizzano in classi ceramiche (ceramica da fuoco, ceramica da mensa, sigillata, anfore), confezionano i supporti necessari all’allestimento, predispongono i testi e i pannelli didattici per illustrare lo scavo archeologico all’interno del carcere, le fasi di restauro dei materiali, il territorio di Rebibbia in epoca preistorica e romana e l’urbanizzazione del territorio nel XX secolo. Il gran numero di detenuti di provenienza nordafricana porta alla decisione di scrivere i testi in italiano e in francese. Ma i destinatari di questa esposizione non sono solo i detenuti: l’Antiquarium si trova in un corridoio di accesso alle zone comuni (teatro, chiesa, area verde) ed è visitabile dai familiari, dalle guardie carcerarie e da tutti coloro che entrano in carcere per diversi motivi (avvocati, magistrati, insegnanti, operatori sociali, etc.).
Scopo dell’Antiquarium è rendere accessibile la storia e la cultura del territorio di Rebibbia nelle varie epoche, favorirne la conoscenza e la comprensione sia da parte di chi non può fisicamente visitare altri musei, sia da parte di chi potrebbe esserne impedito da ostacoli e barriere di tipo culturale. 
Oltre a facilitare il superamento di un importante ostacolo materiale e cognitivo al godimento di una piena cittadinanza culturale, la partecipazione attiva dei detenuti al progetto permette loro di apprendere le tecniche di “lavorazione” di materiali archeologici (studio, siglatura, rilievo, restauro), di essere parte attiva nella narrazione della storia del luogo e nella comunicazione dell’intera esperienza, di riscoprire radici e identità comuni attraverso il contatto diretto con oggetti del passato e con la storia. Tutti processi strettamente correlati agli obiettivi del corso di formazione, indirizzato alla creazione di una figura professionale – quella di “Assistente di scavo archeologico e manutentore di aree verdi” – che possa utilmente operare in un settore importante e significativo come quello dei beni culturali, favorendo al tempo stesso un incisivo reinserimento sociale delle persone detenute.
L’intero progetto è finanziato dal Ministero della Giustizia – Direzione dell’Amministrazione Penitenziaria.

Ministero della Giustizia Dipartimento Amministrazione Penitenziaria

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Partner di progetto

Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma
Cooperativa Sociale Cecilia Onlus

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