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Con Dissezione Traiano ripartono gli Atelier d’artista

about Con Dissezione Traiano ripartono gli Atelier d’artista

Gli Atelier di Live Museum, Live Change ripartono oggi con Dissezione Traiano, progetto teatrale dei Nontantoprecisi. Un laboratorio di 5 incontri che coinvolgerà 30 persone in un attraversamento dei Mercati di Traiano.

Dissezione Traiano è una riflessione sul senso del tempo, sulla materia di cui è fatto un luogo, la sua memoria per esplorare possibili relazioni con i corpi. Un abitare collettivo fatto di piccoli spostamenti, gesti e respiri, brevi moti di sguardo, che segnano la possibilità di un confronto tra i corpi e lo spazio.

Il loro è un invito a osservare un frammento e rintracciarne il passaggio dalla maceria alla rovina: se le macerie sono pezzi di mondo, pezzi di città non più recuperabili, che hanno perduto la misura del tempo e dello spazio, le rovine possono segnare la possibilità di un confronto, di un ingaggio, il recupero di uno spazio confuso nei frammenti dell’esistenza.

I Mercati di Traiano sono attraversati da un corpo-sciame, che muta e diviene, in un’esperienza collettiva della provvisorietà dei confini e dell’estensione potenzialmente infinita dei corpi. Del lavoro sarà realizzato un video, uno studio poetico sull’abitare attraverso lo sguardo degli artisti Corrado Chiatti e Mattia Pellegrini.

Bio

Corrado Chiatti e Mattia Pellegrini negli ultimi anni si sono trovati spesso in Salento nel tentativo, con altri amici, di costruire momenti di vita-in-comune, idiorritmie, paesaggi.
Fanno parte dell’avventura editoriale L’almanacco de La Terra Trema – trimestrale cartaceo di cultura materiale. Qualche volta si firmano Silybum Marianum. Con i Non tanto precisi si sono visti durante Sensibile Comune alla Galleria Nazionale d’arte moderna nel gennaio 2017 e da lì si sono immaginati amici e complici.

Nontantoprecisi nascono nel 2006, all’interno dell’Ex Manicomio di Roma “S. Maria della Pietà”, dove un gruppo di uomini e donne ha iniziato un lavoro di ricerca teatrale. Partendo da uno studio sullo spazio, spesso un padiglione, un vicolo, una piazza, un muro, il paesaggio, i Nontantoprecisi lavorano con il dispositivo teatrale per dare corpo alle visioni della loro ricerca. Tra le tappe del loro percorso: ORGANON. Narrazione organica di città: L’Aquila spettacolo itinerante (2014); LA SCENA PRESENTE laboratorio e performance, MATTATOIO, La Pelanda, Roma (2019); L’INSEPARABILE in occasione della mostra SUBLIMI ANATOMIE, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2019). Come i tagli di un’opera di Fontana, che separano il noto e il dicibile dalla loro stessa fonte, i Nontantoprecisi provano a stare al bordo, nella ferita: l’arte, quest’arte, non è forse tentare di stare in bilico su questa crepa, dove la parola non arriva e l’inaccessibile rimane inevitabilmente chiuso a sé? Il lavoro di scena prova a mettere in moto la macchina attoriale, sabotandola per tentare di bloccarne gli ingranaggi, fermarne il moto e lasciare che ai soggetti, a questi uomini e a queste donne, non rimanga altro che divenir mero corpo. Rimanere corpo.  

www.cooppassepartout.it

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