|2008| Un’indagine sull’efficacia delle politiche culturali della città di Torino.

Nell’indagine, ECCOM prende in esame i pubblici di mostre organizzate in 5 musei torinesi – Castello di Rivoli, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, La Venaria Reale, Palazzo Bricherasio – scelti in ragione della loro diversa tipologia nel panorama dell’offerta culturale della città di Torino e del diverso regime proprietario. La ricerca non si ferma alla misurazione quantitativa dei visitatori delle mostre, come indice di efficacia delle politiche culturali; al contrario, indaga quanti e quali cittadini residenti sono raggiunti dalle offerte espositive, come e perché scelgono di visitare una mostra, quale giudizio danno della visita, come valutano l’istituzione che ha organizzato la mostra (servizi, accoglienza, didattica ecc.), quali sono i luoghi di provenienza. E ancora, le modalità e abitudini di partecipazione, l’apprezzamento delle mostre, le abitudini di fruizione.
La ricerca rivela una sua particolare validità che va oltre la dimensione torinese, soprattutto per la metodologia adottata. La scelta metodologica di fondo è quella di non fermarsi alla raccolta e all’analisi delle statistiche dei comportamenti e delle propensioni al consumo degli eventi offerti, ma di dare spazio alle descrizioni e alle interpretazioni che le persone stesse danno a partire dalle proprie esperienze e motivazioni. Una metodologia, quindi, tesa a sollecitare un confronto più aperto, volto a privilegiare la dimensione dei significati che il pubblico attribuisce all’offerta dei progetti culturali.
I risultati dell’indagine offrono agli operatori culturali una gamma di elementi su cui riflettere e da cui partire per una programmazione che, tenendo conto del pubblico dei frequentatori delle mostre, sia capace di interpretarne bisogni e domande. Non solo, dall’indagine emerge come la conoscenza più diretta e puntuale dei visitatoritradizionali delle mostre permette di allargare lo sguardo a quel “pubblico invisibile” che ancora deve essere conquistato alla frequentazione dei luoghi della cultura, un insieme vasto ed eterogeneo che rappresenta il vero target di politiche culturali che possono essere considerate efficaci. L’indagine si rivela uno strumento utile perstrategie di inclusione volte ad avvicinare all’arte e alla cultura quanti ancora ne rimangono estranei; conquistare, incoraggiare e accogliere i pubblici svantaggiati e lontani.  

Associazione CIDAC – Città d’Arte e Cultura

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