È online l’ultima serie di Digital Reflections del progetto Contested Desires: Constructive Dialogues (CDCD), che amplia la piattaforma digitale del progetto come spazio di confronto critico e di approfondimento dei processi di ricerca artistica.
Concepite per aprire percorsi di indagine in divenire e di natura processuale, le Digital Reflections offrono un punto di accesso ai lavori che emergono dalle pratiche individuali degli artisti partecipanti, così come dalle esperienze maturate durante le residenze artistiche. Ogni residenza si è sviluppata in modo differente, influenzata dalle diverse sedi, dai contesti culturali e dai quadri istituzionali coinvolti, e l’archivio riflette questa pluralità di approcci e prospettive.
All’interno di questo quadro, le Digital Reflections estendono l’esplorazione artistica nella dimensione digitale, concependo l’archivio come uno spazio dinamico e non come un deposito statico. I contributi presentati segnano tappe significative nei percorsi creativi degli artisti, documentando momenti di sperimentazione, riflessione e trasformazione.
Sviluppata nell’ambito di CDCD, la serie delle tre Digital Reflections è stata realizzata con il supporto di Pro Progressione e sotto la guida professionale della digital curator Małgorzata Miśniakiewicz. Nel loro insieme, le Digital Reflections costituiscono un archivio collettivo fondato sulla sperimentazione, sulla ricerca e sul dialogo, offrendo al pubblico nuove modalità di coinvolgimento con le domande critiche e i processi in corso del progetto.
La prima serie è stata inaugurata dalle riflessioni di: Andreas Mallouris, Charmaine de Heij, Carlos Noronha Feio, Dorottya Marton, Emiddio Vasquez, Gloria Oyarzabal, Isaac Nana Opoku and Lais Andrade.
La seconda serie raccoglie le considerazioni di: Amaia Molinet, Bona Dyssou, Claudio Beorchia, Elisabeth Efua Sutherland, Mohamed Ben Slama, Nicolas Kyrillou and Rafael Guendelman Hales
La terza serie raccoglie le Digital Reflections di: Maria Luigia Gioffrè, Maya Louhichi, Patrick Ngabonziza, Paul Nataraj, Rocío Paz Guerrero Marín, Sithabile Mlotshwa e Sümer Erek.
Queste riflessioni finali completano la serie, dando vita a narrazioni che ripensano il concetto di patrimonio, appartenenza e memoria collettiva.
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