MUA. "La parte piccola di un tutto", residenza di Alice Padovani PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Marzo 2019 11:30
La parte piccola di un tutto
Residenza artistica di Alice Padovani
MUA-Musei Accoglienti
Castello di Acaya | 25-28 marzo 2019
Largo Castello, 73029 Acaya, Vernole LE
Lecce, GG/MM/2019
Il Castello di Acaya ospita “La parte piccola di un tutto”, residenza artistica di Alice Padovani nell’ambito del progetto MUA-Musei Accoglienti. L’opera è una ricomposizione di ceramiche di diversa provenienza all’interno di un grande cerchio a simboleggiare    i valori dell’accoglienza e dell’inclusione.
Dal 25 al 28 marzo 2019 il Castello di Acaya di Vernole (LE) ospita La parte piccola di un tutto, residenza artistica di Alice Padovani nell’ambito di MUA-Musei Accoglienti, progetto di Regione Puglia con i Poli Biblio-Museali di Lecce e Brindisi. MUA punta a creare una rete territoriale dei Musei in grado di migliorare l’accessibilità del patrimonio e la sua valorizzazione attraverso un percorso di formazione e sperimentazione che ha coinvolto operatori museali e migranti. MUA è finanziato dalla Regione Puglia - Assessorato all’Industria turistica e culturale attraverso il Teatro Pubblico Pugliese e si avvale di un partenariato di grande rilievo che include: Museo Sigismondo Castromediano di Lecce (capofila), il Museo Ribezzo di Brindisi, il CIR - Consiglio Italiani per i rifugiati, ECCOM - Centro Europeo per l’Organizzazione e il Management Culturale, 34esimo Fuso.
La parte piccola di un tutto è una rappresentazione visiva della diversità come valore, l’idea che da qualcosa di estremamente eterogeneo e diversificato può nascere una forma e un progetto unitario, operazione che richiama metaforicamente alcuni dei principi alla base di MUA-Musei Accoglienti, come l’accoglienza e l’inclusione.
L’opera, composta da frammenti di ceramiche e porcellane riassemblati che l’artista raccoglierà durante la sua residenza, traduce l’importanza di attingere al diverso, alla singolarità, diventando, così, un racconto per immagini di una storia nuova scaturita dall’unione di parti distanti per origine e provenienza. I pezzi rotti delle ceramiche saranno riorganizzati e combinati nelle proporzioni di un cerchio, forma arcaica e rassicurante quanto universale: ciò che è diverso, per forma e origine, viene così accettato e incluso, diventando immediatamente riconoscibile.
La parte piccola di un tutto, installata in modo permanente dal Castello di Acaya, si sviluppa a partire da una una grande forma circolare da cui si irradiano altri cerchi più piccoli realizzati da un gruppo di migranti che ha lavorerà con l’artista nella giornata del 26 marzo. Un’opera partecipata, quindi, che nasce per stimolare gli artisti nella ricerca di nuovi modi di coinvolgere il pubblico nel processo creativo, trasformando così l’opera in un nuovo di spazio di dialogo. La residenza e l’opera di Alice Padovani, dunque, riprende e rafforza un concetto fondamentale del progetto MUA, ovvero il coinvolgimento dei pubblici, che diventano co-protagonisti della creazione, fruizione e valorizzazione del patrimonio.
La residenza artistica di Alice Padovani va a rafforzare l’azione di valorizzazione del patrimonio culturale pugliese del progetto MUA e arriva dopo un percorso di formazione che ha coinvolto gli operatori museali dei Poli Biblio-Museali di Lecce e Brindisi tra la fine del 2018 e i primi mesi del 2019; nella provincia di Lecce, inoltre, si è già conclusa anche la fase sperimentale di co-progettazione con migranti/rifugiati, che insieme agli operatori hanno lavorato su nuovi percorsi di narrazione all’interno dei musei.
Biografia - Alice Padovani
Laureata in Filosofia e in Arti Visive, dalla metà degli anni ‘90 al 2012 si forma e lavora come attrice e regista nell’ambito del teatro contemporaneo. Parallelamente, preferendo l'utilizzo del disegno, dell'installazione e della performance, sviluppa un proprio percorso di artista visiva che unisce alla spontaneità dell’impulso creativo al rigore del metodo scientifico. Passando attraverso installazioni vegetali, assemblaggi entomologici e performance agite con insetti vivi, nelle sue opere propone frammenti di una natura decontestualizzata e crea collezioni che sono, al contempo, cumuli e tracce, dove la memoria naturale e quella personale si fondono per diventare il punto di origine.
www.alicepadovani.com
www.facebook.com/muamuseiaccoglienti

Schermata_2019-04-23_alle_15.31.32La parte piccola di un tutto è la residenza artistica di Alice Padovani per il progetto MUA-Musei Accoglienti. L'artista sarà al Castello di Acaya (Vernole, LE) dal 25 al 28 marzo 2019. L’opera è una ricomposizione di ceramiche di diversa provenienza all’interno di un grande cerchio a simboleggiare i valori dell’accoglienza e dell’inclusione.

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Live museum, Live Change, al via il laboratorio "Esercizi sull'abitare" PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Marzo 2019 11:33
A partire dalla ricerca sulla biografia, il ritratto e la narrazione orale, luoghi fondamentali della nostra ricerca artistica e
pedagogica, mettiamo a disposizione strumenti di lavoro per aprire un dialogo con gli studenti del Liceo T. Mamiani che
abbia come centro di indagine l’Abitare. A partire dall’ascolto di quello che il tema dell’abitare muove cerchiamo di
scoprire il cuore dei pensieri degli allievi e di creare un materiale che a sua volta “abiterà” altri spazi della città.
Punto di partenza dell’incontro saranno gli stessi temi che stiamo indagando con il nostro nuovo progetto “Esercizi
sull’abitare”. Gli esercizi sull’abitare riguardano l'identità e la comunità, il modo in cui l'individuo definisce il suo spazio, il
luogo che abita mentre il concetto e le modalità di abitare cambia e muta in continuazione, legato al tempo, ai
cambiamenti sociali e spaziali che attraversano le nostre vite. Nell’epoca dello sharing, del co-living, portare la casa fuori,
attraverso le pratiche artistiche che metteremo in atto, vuole sottolineare questo nuovo spazio aperto di condivisione,
considerando le sue criticità, e sicuramente sperimentandone le potenzialità.
Cos’è casa? Cosa significa abitare insieme uno spazio? Come immagino lo spazio di un abitare collettivo? Cosa significa
traslocare? Come possiamo sentici a casa negli spazi della città fuori dalla nostra casa? Il tema della casa come luogo
di concentrazione simbolica della convivenza umana sul pianeta, sia storica che geografica ci pone delle domande
sull'essere al mondo a cui fa da specchio il nomadismo dell’essere umano che perennemente trasloca la sua identità da
un io all’altro, da un luogo fisico ed esistenziale al successivo. Queste alcune delle domande che rivolgeremo agli
adolescenti attraverso delle interviste che diventeranno materiale drammaturgico, video, sonoro che andrà ad abitare le
altre tappe del progetto. Interviste, ma non solo, anche un avvicinamento al lavoro teatrale e performativo della
compagnia attraverso questo incontro che sarà l’occasione per fare esperienza di come si lavora artisticamente con la
biografia e con i ricordi.
Inizieremo con l’incontrarci e il presentarci con una chiacchiera introduttiva che sarà già il primo materiale del lavoro.
Condivideremo poi un training fisico, vocale e immaginifico che sarà propedeutico a un lavoro più intimo che ci porterà
alle interviste e alla creazione di veri e propri ritratti sull’abitare. Cercheremo di affrontare i lavori e le idee proposte dagli
allievi con un lavoro più personalmente indirizzato.
Ogni studente ha un suo battito. Come ascoltarlo? Come seguirlo? Quali strumenti di ricerca applicare affinché ogni
strada si apra e ogni passo si possa compiere? Abbiamo bisogno di piccoli passi per srotolare grandi matasse. Il primo
passo cerca di far venire alla luce l’allievo, lavorando con le biografie, le foto, i ricordi, con testi e riferimenti letterari, tutti
materiali che andranno a comporre un ritratto. Ritrarre lo stare in bilico che nasce dall’esposizione di sé racconta il nostro
lavoro sulla scena e quello con gli allievi. J. L. Nancy a proposito del ritratto scrive: L’esposizione non è un appendice né
una parata della qualità o dell’essenza ritrattistica: essa è consustanziale alla pittura, lo è ancora di più, se è possibile, al
ritratto. Come è stato detto, l’interiorità, ha luogo allo stesso tempo dell’esteriorità e da nessun’altra parte. L’esposizione
è questa installazione (mise en place) e questo aver luogo né interiore né esteriore, ma in avvicinamento o in rapporto.
Si potrebbe dire che il ritratto dipinge l’esposizione. Cioè la mette in opera. Ma l’opera, in questo caso, non è la cosa o
l’oggetto quadro. L’opera è il quadro in quanto rapporto. In questo senso, il soggetto è l’opera del ritratto, ed è in
quest’opera che esso si trova o si perde. Portare alla luce - traire au jour - il fondo stesso dell’allievo che prenderà spunti,
stimoli, aprirà dubbi, domande, per rielaborare la sua personale visione, il suo punto di vista sulle cose e sul mondo.
Esporre quella presenza al rapporto con sé esponendola alla relazione con l’altro attraverso esercizi di prossimità,
esercizi sull’abitare. La bellezza prima di tutto è un incontro. Come posso tradurla perché diventi atto di condivisione
attraverso il mio gesto artistico? Cosa sto traducendo e dunque trasmettendo? È con questi presupposti che lavoriamo
alla pedagogia teatrale di questo incontro, cercando e organizzando materiali personali da mettere in contatto con alcuni
elementi della nostra indagine sull’abitare e degli elementi del nostro lavoro artistico: la musica, la lettura, la scrittura a
partire dal corpo biografico dell’allievo, lo spazio da costruire a partire da questo luogo di prossimità che nel suo darsi si
fa contenuto universale di una singolarità che è anche plurale.
Ci chiediamo costantemente come i ragazzi possano trovare un nuovo sguardo per osservare il mondo. Forse cercando
dentro se stessi e scoprendo un altrove per farne una narrazione da condividerne, una visione, un progetto, un sogno. I
ragazzi sono tutti, sempre, ragazzi di vita, perché appartengono alla vita, sono dentro la vita. Questa vitalità va stimolata
e nutrita, va aperta agli altri e al mondo. Questa narrazione può diventare un atto artistico, etico, umano, capace di
custodire e far crescere questa vitalità. Il laboratorio diventa un viaggio alla scoperta di ricordi e memorie, di sogni e
desideri, di paure e coraggio. Una piccola caduta dentro la storia personale e collettiva. Raccontare è un dono, è teatro,
un atto potente e immaginifico, un atto di condivisione e trasformazione.
Il laboratorio si terrà nei giorni 27 e 28 febbraio + 6, 13, 14 marzo dalle 14 alle 18.
IMG_3544La compagnia teatrale Bartolinio/Baronio, è l'ideatrice del workshop Esercizi sull'abitare nell'ambito del progetto Live Museum, Live Change, per la valorizzazione dei Mercati di Traiano di Roma. A partire dalla ricerca sulla biografia, il ritratto e la narrazione orale, gli studenti del Liceo T. Mamiani saranno coinvolti in un dialogo sul tema dell’abitare, pensieri e suggestioni che andranno poi a creare il materiale che a sua volta “abiterà” i Mercati di Traiano. 
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"Playground", un altro progetto targato Art Clicks PDF Stampa E-mail
Lunedì 11 Marzo 2019 10:18
Playground.
Questo progetto si affida al potere di coinvolgimento del gioco, della danza ed altre pratiche sociali per far partecipare e dialogare persone di diverse culture, inclusi migranti e rifugiati. Il gioco può essere organizzato anche in piazze cittadine, trasformate così in luoghi di conoscenza reciproca e scambio di tradizioni. Il progetto affida il percorso ad una rete di Istituzioni museali (MAP Museo Agro Pontino di Pontinia LT, MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Mu.Ma Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni di Genova).
Playground
Marianna Frattarelli, Emily Dellheim, Giovanna Rocchi, Svitlana Antiushyna, Gloria Paris
LA VISIONE STRATEGICA E GLI OBIETTIVI
17 ottobre 2003 Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale:
Art. 2: […] Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana.
10 dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo:
Art. 27 - Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
27 ottobre 2005 La Convenzione di Faro:
Art. 2 - Un concetto ampio e innovativo di eredità-patrimonio culturale, considerato “un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione” (art.2) e di “comunità di eredità-patrimonio”, cioè “un insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici del patrimonio culturale, e che desidera, nel quadro di un’azione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle generazioni future.
Il contesto territoriale. La partecipazione del MAP Museo Agro Pontino al laboratorio ha permesso di lavorare su un format progettuale già verificato: la giornata di giochi di strada interculturale, che il Museo ha inaugurato il 06 febbraio 2018.
Il MAP Museo Agro Pontino sorge al centro di Piazza Kennedy in Pontinia (LT), un’area aperta al traffico che di fatto priva la struttura di un piazzale nel quale il Museo possa specchiarsi all’esterno per favorire la creazione spontanea di una comunità. L’esigenza di connotare visivamente lo spazio temporaneamente interdetto alle auto per la giornata di giochi di strada interculturali, ha offerto nuovi spunti di riflessione sull’uso dello spazio pubblico. Nasce così il playground “Il mondo è un gioco”: un’arena di gioco che è anche spazio di contatto, in primis. Il design di quest’area ruotava intorno alla simbologia del gioco della Campana, il gioco interculturale per definizione perché è conosciuto in tutto il mondo e vanta origini antichissime. Il concept del playground è stato affidato all’illustratrice Cecilia Campironi, e rielabora gli schemi tradizionali del gioco della Campana e li trasforma in altrettanti luoghi da raggiungere o attraversare: la Montagna, il Castello, il Ponte, l’Arcipelago, il Fiume e il Sistema Solare.
Il concept. Il playground, letteralmente campo gioco, è uno spazio aperto dedicato all’attività ludica di strada. Chiunque vi entri perde la sua connotazione identitaria per diventare un Player, un giocatore. Occorre però fare una precisazione: il tema del gioco, che è pur centrale per un Playground, non può essere considerato il fine, ma un mezzo per attivare dinamiche sociali di tipo inclusivo.
La concezione del playground come campo da gioco deve evolvere per assorbire questi aspetti attinenti all’integrazione sociale e divenire lo spazio simbolico e fisico dove si costruiscono le interazioni attraverso le social practices, che hanno lo scopo di incitare l'empowerment o il cambiamento in una comunità. Il Player ne è il protagonista.
Le social practices possono coinvolgere vari media. Noi ne abbiamo scelto tre: design, danza, performance art.
La sfida principale di questo progetto è andare oltre una nozione statica di "patrimonio" come "eredità" di diritto di nascita e rimodellarlo come uno spazio condiviso di interazione sociale e culturale, piuttosto che come segno di distinzione; in altre parole, riconoscere il potenziale del patrimonio non come un sistema chiuso, un "patrimonio ereditato" da preservare e trasmettere, ma come una ricchezza culturale (sia tangibile che intangibile) che può e dovrebbe essere rinegoziata, ricostruita nei suoi significati, costantemente interrogati e riscoperta da individui ("nativi" e "migranti" insieme) che respirano nuova vita in esso. Nel nostro contesto attuale, ossessionato dall'"identità" come ultima linea di demarcazione tra coloro che "appartengono" e coloro che "non lo fanno", ripensare il patrimonio da una prospettiva interculturale apre nuovi modi di comprendere l'inclusione e la cittadinanza europea.
L’impianto concettuale di Playground, che insiste sulla social practice art - rigenerazione urbana, arte pubblica, teatro, performance di strada, coinvolgendo vari media tra cui fotografia, video, design, musica, eco-arte e performance art -, rende il progetto candidabile a tutti bandi che includano i tag elencati. Nella fase di ricerca l’esplorazione delle tradizioni ludiche di diversa provenienza culturale consente di delineare i contorni di un patrimonio immateriale universale che può essere editato attraverso la forma di un album illustrato o un actvity book pensato per bambini e al contempo per educatori. Questo ampliamento del progetto è un percorso collaterale che può essere portato avanti attraverso altre collaborazioni.
Gli obiettivi. Il progetto mira a garantire il coinvolgimento dei cittadini e dei migranti nel ripensare il patrimonio europeo. Stimolare il confronto e la collaborazione in un ambito semplice e privo di pregiudizi come il gioco, le danze, le performance sociali. Playground è un progetto di promozione della cittadinanza attiva fortemente legato alla rigenerazione dello spazio pubblico con una particolare attenzione a co-integrazione fra la comunità ospitante ed i migranti. Il progetto vuole mostrare una sensibilità e attenzione verso il carattere culturale delle città e la strada come luogo di condivisione e innovazione, principale laboratorio per artisti, architetti e creativi: la vita urbana dovrebbe coincidere con la vita pubblica e la strada è analizzata come manifesto in continua mutazione della vita contemporanea, elemento di connessione ma anche di rottura, scenario delle esperienze del quotidiano come i festival di strada, i cinema estemporanei o lo street food.
Gli interventi. Dopo una fase di ricerca, sarà dato avvio a workshop di formazione, co-progettazione e design rivolti a migranti e professionisti del settore culturale e artistico-performativo, per realizzare il playground, una performance di danza, un intervento artistico (social practice art). Partendo dall’esplorazione dell’uso dello spazio pubblico e delle pratiche sociali ad esso collegato - il gioco in primis, il workshop ha l’obiettivo di ideare uno spazio pensato come agente trasformante dei Player che lo vivono, uno spazio che favorisca le interazioni e la nascita di dinamiche inclusive. Un artista (social practice art) coordinerà un workshopper ‘costruire comunità’ intorno al playground, utilizzando qualsiasi forma d'arte che coinvolga persone e comunità nel dibattito, nella collaborazione o nell'interazione sociale. Il workshop performance danza, ha lo scopo di utilizzare il linguaggio del corpo e della danza per creare coreografie che coinvolgano i Player e offrano nuove modalità di comunicazione interculturali.

Schermata_2019-03-11_alle_11.48.02Al via anche Playground, il terzo dei progetti nati dal laboratorio di progettazione interculturale Art Clicks, organizzato da MAXXI ed ECCOM con il supporto della Fondazione Stavros NiarchosQuesto progetto si affida al potere di coinvolgimento del gioco, come mezzo di dialogo interculturale e piattaforma di costruzione di un patrimonio culturale comune. Playground è un'idea del MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo Mu.Ma Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni di Genova.

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Fabulamundi dal 5 al 7 c'è la Mob Pro di Varsavia PDF Stampa E-mail
Martedì 05 Marzo 2019 09:36
Dal 5 al 7 marzo Teatr Dramatyczny ospiterà il Mob Pro-Warsaw, il programma di formazione di tre giorni incentrato sul ruolo e il lavoro dei drammaturghi nella società contemporanea. Il tema di questa sessione sarà Noi e loro - su diversi aspetti dei narcisismi culturali e vedremo il coinvolgimento di esperti internazionali e una selezione di dieci drammaturghi Fabulamundi: Alexandra Badea, Clàudia Cedó, Nathalie Fillion, Bogdan Georgescu, Industria Indipendente, Petr Kolečko , Bonn Park, Volker Schmidt e Csaba Szekely.
Conversazione con Elżbieta Manthey (ADiT - agenzia di autori privati).
/ Rappresenta per es. Volker Schmidt e Bonn Park ora /
Per informazioni dettagliate sul progetto: www.fabulamundi.eu
Diversi aspetti del narcisismo nella cultura (s)
Incontro e discussione con psicoterapeuta, filosofo, poeta e scrittore - Katarzyna Miller
Teatro in Polonia: drammaturghi sul mercato del teatro polacco / nel sistema teatrale polacco - Tavola rotonda con la partecipazione di Kamila Paprocka-Jasińska e Agata Bogumiła Dąbek - accademici, critici, ricercatori
17.30-20.00 BREAK / SOCIAL TIME
Drammaturghi stranieri sul mercato del teatro polacco
Conversazione con la signora Aida Giordania - ZAiKS Assosiation (Agenzia nazionale per i diritti d'autore) Seguita da domande e discussioni
10.30 - Conversazione con Elżbieta Manthey (ADiT - agenzia di autori privati).
mob_pro

Dal 5 al 7 marzo il Teatro drammatico di Varsavia ospita il MobPro, programma di formazione per drammaturghi del progetto Fabulamundi a cura di ECCOM. Tre giorni di lavoro e confronto sul ruolo e il lavoro dei drammaturghi nella società contemporanea incentrati sul tema We and they – on different aspects of cultural narcissisms. Il workshpo coinvolgerà esperti internazionali e una selezione di dieci drammaturghi Fabulamundi: Alexandra Badea, Clàudia Cedó, Nathalie Fillion, Bogdan Georgescu, Industria Indipendente, Petr Kolečko, Bonn Park, Volker Schmidt e Csaba Szekely.

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Il “mio” Correr. Sguardi interculturali al Museo PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Febbraio 2019 11:26
Il “mio” Correr.
Sguardi interculturali al Museo
art. 27 della Dichiarazione universale delle Nazioni Unite dei diritti dell’uomo (1948):
Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
art. 2 della Convenzione di Faro (2005):
Il patrimonio culturale è un insieme di risorse ereditate dal passato che alcune persone identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni costantemente in evoluzione. Esso comprende tutti gli aspetti dell'ambiente derivati dall'interazione nel tempo fra le persone e i luoghi.
Una comunità patrimoniale è costituita da persone che attribuiscono valore a degli aspetti specifici del patrimonio culturale, che essi desiderano, nel quadro di un’azione pubblica, sostenere e trasmettere alle generazioni future.
cap.3 e 4 del Libro bianco sul dialogo interculturale (2008):
Il dialogo interculturale indica un processo di scambio di vedute aperto e rispettoso fra persone e gruppi di origini e tradizioni etniche, culturali, religiose e linguistiche diverse, in uno spirito di comprensione e di rispetto reciproci. La libertà e la capacità di esprimersi, la volontà e la facoltà di ascoltare ciò che gli altri dicono, ne sono elementi indispensabili. Il dialogo interculturale contribuisce all’integrazione politica, sociale, culturale ed economica, nonché alla coesione di società culturalmente diverse. Favorisce l’uguaglianza, la dignità umana e la sensazione di condividere obiettivi comuni.
È essenziale creare ambienti di dialogo aperti a tutti.
...Le attività culturali favoriscono la scoperta di espressioni culturali diverse, contribuendo a stabilire un clima di tolleranza, di comprensione reciproca e di rispetto. Il rispetto dell’altro è favorito dalla creatività culturale... I cittadini creativi impegnati in attività culturali creano nuovi spazi e inedite possibilità di dialogo.
I musei e i siti storici sono in grado, a nome di una comune umanità, di rimettere in discussione i racconti selettivi che riflettono la predominanza storica di questo e quel gruppo etnico o nazionale, offrendo spazi di riconoscenza reciproca fra individui di origine diversa. Lo studio del patrimonio culturale europeo può essere utilizzato come tela di fondo per una cittadinanza europea plurale, conforme alle esigenze della nostra epoca.
art. 2 della Decisione (UE) 2017/864 del Parlamento Europeo e del consiglio del 17 maggio 2017 relativa a un Anno europeo del patrimonio culturale (2018):
L'Anno europeo contribuisce a promuovere il ruolo del patrimonio culturale dell'Europa quale componente essenziale della diversità culturale e del dialogo interculturale. Nel pieno rispetto delle competenze degli Stati membri, evidenzia i mezzi migliori per garantire la conservazione e la salvaguardia del patrimonio culturale dell'Europa nonché la fruizione dello stesso da parte di un pubblico più vasto e diversificato, anche attraverso misure di ampliamento del pubblico e l'istruzione nel campo del patrimonio culturale, promuovendo in tal modo l'inclusione e l'integrazione sociali; ...contribuisce a promuovere il patrimonio culturale come elemento importante delle relazioni tra l'Unione e i paesi terzi, basandosi sull'interesse e sulle esigenze dei paesi partner e sulle competenze dell'Europa in materia di patrimonio culturale.
art. 2 dello Statuto della Fondazione Musei Civici di Venezia:
La Fondazione promuove, forma e diffonde espressioni della cultura e dell’arte intese come bene comune.
L’ambito territoriale del Comune di Venezia comprende la città storica (Venezia) con le varie isole della laguna e l’area della terraferma articolata nelle quattro Municipalità di Mestre-Carpenedo, Marghera, Favaro Veneto e Chirignago-Zelarino.
La realtà veneziana, il secolo scorso, ha subìto diverse modificazioni sociali, economiche e demografiche legate principalmente alla nascita di Porto Marghera (1917), allo sviluppo industriale limitrofo ed alla crisi della manifattura tradizionale del centro storico che porterà alla chiusura dell’Arsenale, del Molino Stucky e dei Magazzini del Sale. Queste situazioni hanno spinto le nuove generazioni ad abbandonare il centro storico, con il conseguente e graduale invecchiamento degli abitanti, in favore di nuove opportunità lavorative in terraferma.1
Dalla seconda metà del Novecento, il centro storico del Comune ha, quindi, iniziato un processo discendente a favore della terraferma, dove ad oggi risiedono la maggioranza dei residenti e le comunità di cittadini stranieri giunte in seguito ai nuovi flussi migratori.
1 “Dal sovraffollamento all’esodo: popolazione ed occupazione a Venezia nel ‘900” di Giuliano Zanon in “Quaderni. Venezia Novecento”, n.4, Venezia, 2000
Attualmente la popolazione residente si aggira sui 261.321 abitanti2 (dati al 31/12/2017), di cui 36.048 sono cittadini stranieri provenienti da 141 paesi diversi che rappresentano il 13,8% della popolazione.
I gruppi più consistenti risiedono nella terraferma e provengono dal Bangladesh, Romania, Moldavia, Cina, Ucraina, Albania, Macedonia, Filippine, etc.
Il 22,89% degli stranieri risiede a Marghera, il 17,94% a Mestre, il 13,54% a Chirignago-Zelarino, il 10,11% a Favaro Veneto, il 7,74% nel Centro storico e isole e il 6,21% nel Litorale.
In questo contesto la Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con il Servizio Immigrazione e Promozione dei Diritti di Cittadinanza e dell’Asilo Comune di Venezia del Comune di Venezia, ha attivato da un paio d’anni percorsi di avvicinamento alla lingua italiana (L2) per i giovani immigrati presso alcune sedi museali. Tuttavia, a parte queste esperienze di mediazione linguistica rivolte al pubblico immigrato svolte anche presso altri istituti culturali, mancano esperienze interculturali, opportunità di scambio e relazione tra autoctoni e immigrati nel centro storico e, allo stesso modo, sono scarse le opportunità di co-integrazione tra gli autoctoni e le comunità straniere nella terraferma.
In questa realtà sociale così variegata e dinamica risulta sempre più necessario attuare iniziative permanenti di co-integrazione culturale rivolte sia ai nuovi cittadini che agli autoctoni.
Il progetto “Il “mio” Correr. Sguardi interculturali al Museo”, intende promuovere a Venezia, da sempre città di relazioni e crocevia di commerci, tradizioni e civiltà, un processo partecipativo di dialogo, atto anche alla costruzione di nuove forme di lettura e di interpretazione del patrimonio culturale, attraverso il coinvolgimento dei nuovi cittadini di nazionalità, origini/provenienza, culture diverse favorendo il loro accesso e la partecipazione attiva agli eventi culturali del Museo, luogo di incontro e di relazioni tra le comunità.
Il “mio” Correr si svilupperà nel 2018, “Anno europeo del patrimonio culturale”, nel centro storico di Venezia, già membro della rete italiana di città interculturali e patrimonio Unesco, nella sede prestigiosa del Museo Correr in Piazza San Marco.
Proprio per l’ubicazione nel “salotto” della città e per le ricche collezioni eterogenee dedicate a diversi aspetti della storia della civiltà veneziana, il Museo Correr si presta particolarmente ad essere sede ideale per la sperimentazione del primo percorso interculturale della Fondazione Musei Civici di Venezia.
Il percorso sarà costituito da narrazioni prodotte dai “nuovi” cittadini su alcune opere del Museo con le quali hanno percepito un legame emotivo profondo che dialogheranno con la “biografia” delle opere stesse.
2 Rapporto “Dinamiche demografiche a Venezia Anno 2017” a cura del Servizio Statistica e Ricerca della Direzione Servizi al Cittadino e Imprese Settore Servizi al cittadino, Protocollo e Archivio Generale del Comune di Venezia presentato ad aprile 2018. I dati considerano solo i residenti, non i dimoranti.
Oggetti/opere non più e soltanto contestualizzati/e, ma anche re-interpretati/e con nuovi significati e nuove storie diverse dalla cultura che li ha generati. Il “mio” Correr intende costruire occasioni di relazione e di scambio duraturi tra le comunità straniere e gli autoctoni e far ri-scoprire radici interculturali inaspettatamente comuni, che in passato hanno interagito come fattore di coesione sociale e di produzione di bellezza.
Obiettivi generali
Il progetto interculturale si propone di:
- promuovere nel Museo un processo di dialogo tra persone di diverse culture che risiedono a Venezia;
- favorire l’accesso culturale e la partecipazione creativa ed espressiva dei “nuovi” cittadini al Museo, spazio sempre più aperto e attento alla relazione della collettività e luogo di creazione di nuove forme di scambio tra culture;
- favorire incontri tra comunità di famiglie di varie culture;
- promuovere la cultura come fattore di coesione sociale e accrescere il senso di appartenenza delle persone alla Città.
Obiettivi specifici
Il “mio” Correr intende nello specifico:
- promuovere e valorizzare le collezioni del Museo attraverso nuovi punti di vista e interpretazioni multiple in chiave interculturale;
- mettere i nuovi cittadini in condizione di rispecchiarsi, in modo inedito, nella storia locale e, allo stesso modo, promuovere nel pubblico autoctono la ri- scoperta ed un maggior riconoscimento delle culture presenti in città;
- produrre narrazioni interculturali su alcune opere selezionate del Museo Correr;
- fidelizzare i narratori alle varie iniziative promosse dalla Fondazione Musei Civici di Venezia ed a future edizioni del progetto interculturale;
- strutturare un modello partecipativo che possa rientrare nella programmazione permanente dei Servizi Educativi della Fondazione Musei Civici di Venezia ed essere anche replicabile in altre sedi.
Le azioni pregresse
L’idea progettuale si è sviluppata durante il laboratorio formativo e di progettazione partecipata “Art Clicks”, rivolto a professionisti del settore culturale sul tema del dialogo interculturale, ideato da MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo ed ECCOM - European Centre for Cultural Organisation and Management, con il supporto di Stavros Niarchos Foundation.
Il laboratorio aveva lo scopo di costruire competenze e pratiche interculturali sul territorio italiano dove, con intensità crescente, etnie e culture diverse si incontrano e si confrontano, promuovendo la partecipazione culturale ai nuovi pubblici.
Il programma ha previsto esperienze dirette e sperimentazione di progetti interculturali; workshop; conversazioni e incontri con esperti, artisti e educatori; sperimentazione di progetti pilota inclusivi per cittadini residenti e migranti; realizzazione collettiva e individuale di ricerche, testi, prodotti creativi e artistici; giochi di ruolo e altre pratiche di costruzione del pensiero
critico; visite ed esperienze in musei, teatri, biblioteche, scuole con migranti, centri culturali e luoghi d’arte; preparazione di un portfolio individuale e documentazione delle esperienze.
Gli incontri si sono svolti a Roma nel periodo marzo-settembre 2018 (a maggio 2019 è prevista una conferenza internazionale) per un totale di 200 ore così ripartite: 50 ore di lezioni frontali, 50 ore di visite sul campo, 36 ore di un’esperienza residenziale, 54 ore di progettazione individuale e di gruppo, 10 ore di partecipazione attiva alla conferenza finale del progetto.
Gli attori coinvolti – la rete di progetto
Ente/i promotore/i del progetto: Fondazione Musei Civici di Venezia – Dipartimento dei Servizi Educativi
Istituzioni partner: Pronto intervento sociale, inclusione e mediazione del Comune di Venezia, Comunità/Associazioni straniere.
Altri partner
ECCOM - European Centre for Cultural Organisation and Management MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Gli operatori – l’équipe di progetto
Monica da Cortà Fumei, Responsabile Dipartimento Servizi Educativi
Cristina Gazzola, Dipartimento dei Servizi Educativi, Ideatrice del progetto Chiara Miotto, Dipartimento dei Servizi Educativi
Claudia Calabresi, Dipartimento dei Servizi Educativi
Riccardo Bon, Dipartimento dei Servizi Educativi
Andrea Bellieni, Responsabile del Museo Correr
Valeria Cafà, Conservatore del Museo Correr
Gianfranco Bonesso, Responsabile Servizio Pronto intervento sociale, inclusione e mediazione del Comune di Venezia
M. del Pilar Sànchez, Servizio Pronto intervento sociale, inclusione e mediazione del Comune di Venezia
Elisabetta Stinà, Servizio Pronto intervento sociale, inclusione e mediazione del Comune di Venezia
Gatekeepers
I narratori museali
I destinatari
I narratori museali
Cittadini maggiorenni (max 10) di origine straniera con livello linguistico B1/B2 che risiedono nel Comune di Venezia da almeno 2-3 anni, che hanno inviato la propria candidatura ai Gatekeepers dell’équipe di progetto.
I destinatari del percorso interculturale al museo
Associazioni culturali e sociali di comunità straniere residenti nella provincia di Venezia, pubblico adulto locale e di prossimità, educatori, formatori.
Altri destinatari (nell’ottica di un’accessibilità universale all’esperienza interculturale): comunità di famiglie di varie culture
La sede museale
Il Museo Correr prende il nome dall'attento collezionista Teodoro, padre del nucleo fondante del patrimonio della Fondazione Musei Civici di Venezia.
Il Museo, situato nel cuore della città, nell’Ala Napoleonica di Piazza San Marco e parte delle Procuratie Nuove, propone diversi, appassionanti itinerari alla scoperta dell’Arte e della storia di Venezia, particolarmente efficaci per stimolare un approccio interculturale.
Percorsi:
- Il primo percorso si snoda lungo le sale “imperiali” del Palazzo Reale, dove l’Imperatrice Elisabetta d’Austria risiedette durante le sue visite nella città lagunare.
- Negli spazi delle Procuratie Nuove, ideate dall’architetto Vincenzo Scamozzi e in cui risiedevano le maggiori magistrature della Serenissima, sono illustrati diversi aspetti della Civiltà Veneziana, dalla vita quotidiana a quella delle istituzioni, dalle imprese marinare alle feste cittadine. Di particolare rilievo le sale, già allestite da Carlo Scarpa, dedicate alle gesta di Francesco Morosini, il Peloponnesiaco (Doge tra il 1688 ed il 1694) ed alla storia urbana di Venezia.
- Al secondo piano, è ospitata la Quadreria che raccoglie importanti capolavori dell’arte veneta dalle origini al Cinquecento.
- Infine, ritornando al primo piano, in cinque sale delle Procuratie sono allestite tutte le opere del grande scultore Antonio Canova presenti nella collezione che recentemente sono state riportate all’originario splendore neoclassico, insieme agli apparati decorativi dell’intera sezione canoviana.
Il progetto intende proporre una struttura narrativa alternativa, diversa e nuova ad alcune collezioni del Museo, focalizzata sugli aspetti interculturali di alcune opere esposte.
Note sulle barriere architettoniche: il Museo e l’area Marciana rientrano negli itinerari accessibili segnalati dal Comune di Venezia.
Il Museo Correr è fornito di toilette per disabili e di ascensore.
Da quando, per quanto
Pre-progettazione: aprile 2018 - febbraio 2019
Formazione, progettazione e sperimentazione dei percorsi narrati: febbraio – aprile 2019
La formazione
L’ideatrice del progetto, che ha partecipato al percorso formativo “Art Clicks” nell’ambito della mediazione del patrimonio in chiave interculturale promosso da MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, ECCOM - European Centre for Cultural Organisation and Management e con il sostegno di Fondazione Stavros Niarchos, al primo incontro con l’equipe darà “restituzione” del lavoro formativo svolto durante gli incontri romani e specificherà i punti chiave da seguire per la co-progettazione in chiave interculturale.
Tutti i momenti della progettazione saranno condivisi, la sperimentazione sarà monitorata e documentata.
Le fasi di lavoro
Pre-progettazione (aprile 2018 – gennaio 2019 )
- censimento delle associazioni e delle comunità straniere della provincia di Venezia
- individuazione e declinazione delle finalità e degli obiettivi del progetto
- preparazione di una sintesi/bozza dell’idea progettuale da inviare ai Gatekeepers per invitarli alla co-progettazione
- incontro con i Gatekeepers e coordinamento dei lavori
- i Gatekeepers aderenti invieranno ai propri associati la sintesi del progetto assieme alla scheda di candidatura da compilare (nome, cognome, età, domicilio, livello linguistico dell'italiano, giorni e orari preferibili alla partecipazione al progetto, segnalazione di bisogni speciali: es. servizio di attività educative per i figli durante gli incontri, vincoli, intolleranze alimentari...)
- selezione dei narratori in base alle disponibilità, livello linguistico (B1/B2), bisogni ed attese.
- passeggiata nel centro storico di Venezia con visita al Museo di Palazzo Mocenigo – Centro Studi di storia del tessuto, del costume e del profumo della Fondazione Musei Civici di Venezia, focalizzata sugli aspetti interculturali, condotta dall’ideatrice del progetto.
La visita si concluderà in laboratorio con la composizione personalizzata di un profumo da portare a casa come ricordo dell’esperienza.
L’incontro “propedeutico” ha lo scopo di introdurre ad un “mondo”, quello dei
musei, che per i narratori potrebbe essere nuovo e di creare una presa di contatto sociale, un momento di conoscenza e di dialogo tra le persone che lavoreranno insieme.
Partecipanti: Servizi Educativi MUVE, Servizio Pronto intervento sociale, inclusione e mediazione del Comune di Venezia, narratori
Durata: 2 ore
Laboratori per la progettazione dei percorsi narrati (febbraio - aprile 2019)
- I incontro: presentazione del progetto presso il Museo Correr (con benvenuto speciale alla bellissima Caffetteria con vista su Piazza San Marco).
I narratori effettueranno una visita “libera” al Museo con scelta dell’opera/delle opere o dell’/gli oggetto/tti d’affezione con i quali percepiscono un legame emotivo profondo con il proprio vissuto (max 2 a testa)
Partecipanti: Servizi Educativi MUVE, Servizio Pronto intervento sociale, inclusione e mediazione del Comune di Venezia, narratori
Durata: 2 ore
- II incontro da svolgere in terraferma presso la sede di un Gatekeeper. Approccio al dialogo interculturale con la condivisione in gruppo delle motivazioni che hanno portato alla scelta dell’opera/delle opere o dell’/gli oggetto/tti. Le motivazioni verranno registrate e successivamente trascritte ed editate in italiano, inglese e nella lingua madre e, dove necessario,
revisionate per essere utilizzate successivamente come traccia per i narratori durante la preparazione dei percorsi interculturali.
Le motivazioni potranno essere scaricate dal sito della Fondazione. Partecipanti: Servizi Educativi MUVE, narratori
Durata: 2 ore
- III incontro: breve percorso guidato in museo alle opere selezionate dai narratori, condotto dall'ideatrice del progetto, con particolare attenzione agli elementi della “biografia dell’oggetto” (origini, provenienza, funzione/ruolo nella storia della civiltà veneziana) che uniscono le varie culture.
A seguire workshop a cura di un formatore di ECCOM - European Centre for Cultural Organisation and Management, esperto in tecniche di narrazione applicate a contesti museali per supportare i partecipanti nello sviluppo di nuove competenze narrative.
Partecipanti: Servizi Educativi MUVE, narratori Durata: 4 ore
- IV incontro: organizzazione della sequenza delle narrazioni interculturali, intrecciate all’aspetto museologico delle opere selezionate, e prova di esposizione in Museo.
Riprese video.
Partecipanti: Servizi Educativi MUVE, narratori Durata: 2 ore
Durante tutti gli incontri che si svolgeranno in Museo, il Dipartimento dei Servizi Educativi potrà predisporre, in caso di necessità, attività educative/servizio babysitting gratuiti per i figli dei partecipanti.
Sperimentazione del percorso interculturale (aprile 2019)
- V incontro: sperimentazione del percorso interculturale in giorno concordato con i narratori in due fasce orarie a partenza fissa, con prenotazione obbligatoria.
Le visite saranno rivolte a piccoli gruppi di visitatori (max 12 pax) al fine di creare un clima intimo, amichevole e di stimolazione all’interazione.
Le visite saranno condotte dall’ideatrice del progetto e dai narratori che dialogheranno a più voci sulle opere selezionate.
I percorsi e l’ingresso al Museo saranno gratuiti e dureranno circa 90 minuti. Per iscriversi al percorso basterà accedere alla piattaforma di prenotazione on line dal link http://www.visitmuve.it/education e cliccare sul tasto “scegli e prenota”
- VI incontro: restituzione del progetto anche nella terraferma con l’esposizione degli output prodotti (narrazioni, documentazioni fotografiche e video) in un luogo d’aggregazione dei cittadini stranieri per stimolare incontri di relazione tra le comunità e gli autoctoni e far scaturire l’interesse di nuovi pubblici a visitare il Museo.
Partecipanti: Équipe di progetto Durata: 2 ore
Potrà, inoltre, essere progettata un’attività educativa interculturale rivolta a nuclei familiari per creare occasioni di incontro tra comunità di famiglie di diversa provenienza.
Partecipanti: Servizi Educativi MUVE
Durata: 2 ore
Coinvolgimento MAXXI
Il progetto veneziano sarà presentato al Convegno Internazionale che si svolgerà al MAXXI nel mese di maggio 2019, quale esempio di best practises apprese durante l’importante formazione romana.
Le strategie e gli strumenti
Le strategie e gli strumenti impiegati nelle varie fasi di sviluppo del progetto variano dagli incontri di accoglienza, conoscenza e formazione del gruppo, ai percorsi speciali di approccio ai musei, alla visita emozionale al Museo Correr, alla condivisione delle opere scelte, alle pratiche espressive di narrazione di fronte alle opere selezionate.
Per questo progetto verrà adottata la narrazione biografica, risorsa particolarmente efficace per esperienze museali in chiave interculturale, nonché elemento fondamentale, da sempre, della relazione umana.
La produzione
I narratori museali, attraverso le proprie storie intrecciate a quelle delle opere selezionate, produrranno un percorso al Museo in chiave interculturale, che mira a condividere assieme ai visitatori nuovi saperi e nuove interpretazioni/narrazioni.
Le narrazioni potranno essere riprese in formato video e visualizzabili su smartphones e tablet tramite QRcode e sul sito www.visitmuve.it dove potranno, inoltre, essere scaricate in formato testo in lingua italiana, inglese e lingua madre.
La documentazione
La documentazione del progetto sarà a cura del Dipartimento dei Servizi Educativi e riguarderà:
- file audio delle motivazioni sulla scelta dell'opera
- trascrizione ed editing (dove necessario) delle motivazioni in italiano, inglese e lingua madre che verranno successivamente utilizzate come traccia per la narrazione orale
- documentazione fotografica di ogni incontro
- riprese video delle narrazioni da effettuarsi durante il VI incontro che potranno essere caricate sul sito www.visitmuve.it e visualizzate con codice QRcode.
I materiali potranno essere richiesti a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Il work in progress sarà, inoltre, documentato sulla Pagina Facebook MUVEeducation
La valutazione
La valutazione verrà effettuata, a cura dell’équipe, durante tutto l’iter progettuale ed al termine dell’esperienza.
- La valutazione intermedia
L’équipe, attraverso gruppi di discussione e rilevazioni con domande aperte, monitorerà periodicamente l’evolversi del progetto, la partecipazione dei narratori con eventuale rilevazione di nuovi bisogni e verifica degli aspetti logistici.
Per ogni incontro verrà steso un rapporto sullo stato dei lavori e dei feedback ricevuti dai partecipanti.
- La valutazione finale
Al termine dell’esperienza sarà previsto un incontro specifico per i singoli attori coinvolti nella rete di progetto sull’autovalutazione del percorso effettuato e degli output prodotti per verificare punti di forza e criticità utili a migliorare la proposta educativa al fine di strutturare un modulo replicabile in un altro museo della Fondazione.
Al pubblico verrà somministrato un questionario di tipo qualitativo, con metodologia MSC – Most Significant Change, per conoscere le motivazioni che lo ha spinto a partecipare alla visita interculturale, il gradimento, ma soprattutto l’eventuale cambiamento significativo che l’esperienza ha generato sulla propria persona, e l’interesse a partecipare a future iniziative simili.
Risorse consultabili
La scheda del progetto ed il work in progress saranno, inoltre, consultabili:
- sul sito di ECCOM- European Centre for Cultural Organisation and Management nella sezione dedicata al laboratorio “Art Clicks” (www.eccom.it/)
- sul blog del MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo (http://artclicks.maxxi.art/).
Maggiori informazioni potranno essere richieste al Dipartimento dei Servizi Educativi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
La presentazione e la pubblicizzazione
Il percorso interculturale potrà essere promosso:
- sul sito www.visitmuve.it
- sui canali social della Fondazione Musei Civici di Venezia
- nella newsletter della Fondazione Musei Civici di Venezia inviata ogni prima domenica del mese alla mailing list
- con invito personalizzato a tutte le associazioni/comunità della provincia di Venezia
- tramite volantinaggio nei punti di ritrovo delle associazioni/comunità (parchi di Mestre, sede dei Gateekeepers...)
- sul sito di ECCOM- European Centre for Cultural Organisation and Management (www.eccom.it)
- sul sito del MAXXI- Museo nazionale delle arti del XXI secolo (www.maxxi.art)
- nella newsletter di Icom Italia – Commissione Educazione e mediazione
Il progetto verrà, inoltre, presentato al Convegno internazionale, promosso da ECCOM - European Centre for Cultural Organisation and Management, MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo e Fondazione Stavros Niarchos, a Roma, nel mese di maggio 2019.
Le risorse finanziarie
E’ necessario prevedere per i narratori:
- compenso o contributo all’associazione/comunità coinvolta
- copertura spese di trasporto (bus/vaporetto) per partecipare agli incontri
- percorsi educativi/servizio babysitting, se richiesti, per i figli dei narratori da svolgersi durante i 3 incontri in museo
E’ necessario prevedere per il progetto:
- accoglienza amichevole al I° incontro presso il Museo Correr
- riprese video
- workshop pratiche narrative sui beni culturali
Preventivi
- Copertura spese di trasporto narratori: viaggio a/r per 6 incontri x 6 narratori (tot viaggi 72).
Utilizzo Carnet 10 corse Rete Unica 75 minuti € 14,00
Totale 12 carnet x €14 = € 168
- Contributo di ringraziamento ai narratori/comunità coinvolte: €150 netti cad. Totale x n.6 narratori = € 900 netti
- Percorsi educativi, in caso di necessità, per i figli dei narratori da svolgersi
durante i 3 incontri laboratoriali in Museo: € 150 esente IVA
- Riprese video in fullHD con 1 camera ed editing & color correction = € 850 IVA inclusa (663 + IVA 22%)
- Workshop pratiche narrative sui beni culturali: 1 incontro della durata di 4 ore = cofinanziato da ECCOM
- Viaggio ferroviario a/r da svolgersi in giornata per formatore ECCOM: € 90,00
TOTALE: € 2158,00
Benefits
Per i narratori:
- ingresso gratuito ai musei MUVE durante gli incontri
- in caso di necessità percorsi educativi/servizio babysitting gratuiti per i figli dei narratori impegnati negli incontri presso il Museo Correr
- accoglienza alla caffetteria del Museo
- MUVE Friend Card da consegnare al termine dell’esperienza che prevede, per un anno, l’ingresso gratuito alle collezioni permanenti dei musei, riduzione alle mostre temporanee e partecipazione ad aventi speciali per i member. Si tratta di un regalo simbolico che vuole sottolineare l'appartenenza di questi nuovi pubblici, “ambasciatori” della Fondazione Musei Civici di Venezia, alla città ed al patrimonio culturale
- possibilità di partecipare agli eventi speciali gratuiti per famiglie nell’ambito del programma “Famiglie al museo” a cura dei Servizi Educativi MUVE.
Recapiti dell’ente/i promotore/i
Ufficio Attività Educative Fondazione Musei Civici di Venezia Dorsoduro 3139, Venezia
Tel. 0412700370-373
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Referente del progetto
Nome e cognome: Cristina Gazzola Tel. 0412
muve

Il “mio” Correr. Sguardi interculturali al Museo è un progetto della Fondazione Musei Civici Venezia patrocinato da ICOM Italia e sviluppato nell'ambito di Art Clicks, laborotario di progettazione interculturale promosso da MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, ECCOM e con il contributo di Stavros Niarchos Foundation. Da febbraio ad aprile 2019 il percorso coinvolgerà un gruppo di 11 cittadini migranti in un processo partecipato di dialogo e reinterpretazione del patrimonio culturale del Museo Correr di Venezia.

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