Laboratori di narrazione e Digital Storytelling in ASL PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Aprile 2019 09:26
Siamo impegnati da tempo nella sperimentazione di nuovi modelli di promozione del patrimonio culturale.
Il 12 aprile a Fologno condividiamo nel workshop...  tre modelli usati per l'alternazna scuola lavoro.
Una esperienza si è svolta a Roma, con il Liceo classico Dante Roma al MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, per sperimentare narrazioni capaci di sensibilizzare pubblici giovani, generalmente estranei a musei e a forme espressive dell’arte contemporanea.
La seconda si è svolta in Sardegna con il Liceo Classico "Siotto Pintor" Cagliari, per la valorizzazione del patrimonio statuario dei I Giganti di Mont'e Prama, nell’ambito di un Progetto Regionale. Gli studenti hanno lavorato a scuola e nei musei con esperti di comunicazione, museologi, archeologi e realizzato #DigitalStorytelling, ora pubblicati come parte integrante del Progetto di valorizzazione.
La terza ha coinvolto il Liceo Dante e il Liceo Classico Statale "Terenzio Mamiani" di Roma in atelier artistici, laboratori digitali e narrazioni con drammaturghi europei per la promozione dei Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali attraverso nuove forme di comunicazione.
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Il 12 aprile 2019 saremo a Foligno per il workshop Laboratori di narrazione e digital storytellig in ASL, durante la giornata si presenteranno tre modelli di ASL (alternanza scuola lavoro) realizzati con l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale, interpretarlo e valorizzarlo anche attraverso risorse digitali. Il workshop è organizzato da EXPO ASL CULTURA, la prima rassegna delle buone pratiche di Alternanza Scuola Lavoro in ambito artistico-culturale.

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Cabras, un laboratorio di narrazione per Mont'e Prama PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Aprile 2019 07:32

smal_cabrasIn Sardegna stiamo lavorando ad un laboratorio di narrazione con la IIª B della scuola media dell'Istituto Comprensivo di Cabras. L'idea è quella di sperimentare la creazione di Instagram stories che abbiano come filo conduttore il patrimonio di Mont'e Prama. Il laboratorio si inserisce nel piano di comunicazione e marketing del complesso scultoreo di Mont'e Prama che ECCOM sta curando insieme a Poliste (capofila), Cles e Ojos design.

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MUA. Operatori, partner e istituzioni si incontrano a Lecce PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Aprile 2019 09:06
MUA_INCONTRO
Ieri abbiamo dedicato un momento di riflessione sul progetto #MUA, un'opportunità per condividere esperienze e competenze, ma anche uno spazio di sperimentazione di nuove modalità di coinvolgimento dei pubblici.
Un percorso che ha permesso a molti operatoti culturali dei Poli Biblio-Museali di Brindisi e Lecce di conoscersi e di lavorare fianco a fianco acquisendo una metodologia condivisa incentrata sull'accessibilità del patrimonio culturale. Un progetto che ha permesso di attivare diversi percorsi di sperimentazione su tutto il territorio e che pone le basi per una rete territoriale che lavora insieme.
Ieri alla "Biblioteca Bernardini di Lecce" abbiamo ospitato l'Assessore regionale all'Industria turistica e culturale Loredana Capone, il Direttore del Polo Biblio-Museale di Lecce Luigi De Luca, alcuni rappresentati del terzo settore impegnati sul tema delle migrazioni e gli operatori culturali del progetto #MUA.

Il 26 Marzo 2019 la Biblioteca Bernardini di Lecce ha ospitato un incontro dedicato la progetto MUA-Musei AccoglientiUn momento di riflessione dal quale è emersa l'importanza di poter accedere ad uno spazio di lavoro condiviso dove poter condividere esperienze e competenze, ma anche la sperimentazione di nuove modalità di coinvolgimento dei pubblici.

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MUA. "La parte piccola di un tutto", residenza di Alice Padovani PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Marzo 2019 11:30
La parte piccola di un tutto
Residenza artistica di Alice Padovani
MUA-Musei Accoglienti
Castello di Acaya | 25-28 marzo 2019
Largo Castello, 73029 Acaya, Vernole LE
Lecce, GG/MM/2019
Il Castello di Acaya ospita “La parte piccola di un tutto”, residenza artistica di Alice Padovani nell’ambito del progetto MUA-Musei Accoglienti. L’opera è una ricomposizione di ceramiche di diversa provenienza all’interno di un grande cerchio a simboleggiare    i valori dell’accoglienza e dell’inclusione.
Dal 25 al 28 marzo 2019 il Castello di Acaya di Vernole (LE) ospita La parte piccola di un tutto, residenza artistica di Alice Padovani nell’ambito di MUA-Musei Accoglienti, progetto di Regione Puglia con i Poli Biblio-Museali di Lecce e Brindisi. MUA punta a creare una rete territoriale dei Musei in grado di migliorare l’accessibilità del patrimonio e la sua valorizzazione attraverso un percorso di formazione e sperimentazione che ha coinvolto operatori museali e migranti. MUA è finanziato dalla Regione Puglia - Assessorato all’Industria turistica e culturale attraverso il Teatro Pubblico Pugliese e si avvale di un partenariato di grande rilievo che include: Museo Sigismondo Castromediano di Lecce (capofila), il Museo Ribezzo di Brindisi, il CIR - Consiglio Italiani per i rifugiati, ECCOM - Centro Europeo per l’Organizzazione e il Management Culturale, 34esimo Fuso.
La parte piccola di un tutto è una rappresentazione visiva della diversità come valore, l’idea che da qualcosa di estremamente eterogeneo e diversificato può nascere una forma e un progetto unitario, operazione che richiama metaforicamente alcuni dei principi alla base di MUA-Musei Accoglienti, come l’accoglienza e l’inclusione.
L’opera, composta da frammenti di ceramiche e porcellane riassemblati che l’artista raccoglierà durante la sua residenza, traduce l’importanza di attingere al diverso, alla singolarità, diventando, così, un racconto per immagini di una storia nuova scaturita dall’unione di parti distanti per origine e provenienza. I pezzi rotti delle ceramiche saranno riorganizzati e combinati nelle proporzioni di un cerchio, forma arcaica e rassicurante quanto universale: ciò che è diverso, per forma e origine, viene così accettato e incluso, diventando immediatamente riconoscibile.
La parte piccola di un tutto, installata in modo permanente dal Castello di Acaya, si sviluppa a partire da una una grande forma circolare da cui si irradiano altri cerchi più piccoli realizzati da un gruppo di migranti che ha lavorerà con l’artista nella giornata del 26 marzo. Un’opera partecipata, quindi, che nasce per stimolare gli artisti nella ricerca di nuovi modi di coinvolgere il pubblico nel processo creativo, trasformando così l’opera in un nuovo di spazio di dialogo. La residenza e l’opera di Alice Padovani, dunque, riprende e rafforza un concetto fondamentale del progetto MUA, ovvero il coinvolgimento dei pubblici, che diventano co-protagonisti della creazione, fruizione e valorizzazione del patrimonio.
La residenza artistica di Alice Padovani va a rafforzare l’azione di valorizzazione del patrimonio culturale pugliese del progetto MUA e arriva dopo un percorso di formazione che ha coinvolto gli operatori museali dei Poli Biblio-Museali di Lecce e Brindisi tra la fine del 2018 e i primi mesi del 2019; nella provincia di Lecce, inoltre, si è già conclusa anche la fase sperimentale di co-progettazione con migranti/rifugiati, che insieme agli operatori hanno lavorato su nuovi percorsi di narrazione all’interno dei musei.
Biografia - Alice Padovani
Laureata in Filosofia e in Arti Visive, dalla metà degli anni ‘90 al 2012 si forma e lavora come attrice e regista nell’ambito del teatro contemporaneo. Parallelamente, preferendo l'utilizzo del disegno, dell'installazione e della performance, sviluppa un proprio percorso di artista visiva che unisce alla spontaneità dell’impulso creativo al rigore del metodo scientifico. Passando attraverso installazioni vegetali, assemblaggi entomologici e performance agite con insetti vivi, nelle sue opere propone frammenti di una natura decontestualizzata e crea collezioni che sono, al contempo, cumuli e tracce, dove la memoria naturale e quella personale si fondono per diventare il punto di origine.
www.alicepadovani.com
www.facebook.com/muamuseiaccoglienti

Schermata_2019-04-23_alle_15.31.32La parte piccola di un tutto è la residenza artistica di Alice Padovani per il progetto MUA-Musei Accoglienti. L'artista sarà al Castello di Acaya (Vernole, LE) dal 25 al 28 marzo 2019. L’opera è una ricomposizione di ceramiche di diversa provenienza all’interno di un grande cerchio a simboleggiare i valori dell’accoglienza e dell’inclusione.

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Live museum, Live Change, al via il laboratorio "Esercizi sull'abitare" PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Marzo 2019 11:33
A partire dalla ricerca sulla biografia, il ritratto e la narrazione orale, luoghi fondamentali della nostra ricerca artistica e
pedagogica, mettiamo a disposizione strumenti di lavoro per aprire un dialogo con gli studenti del Liceo T. Mamiani che
abbia come centro di indagine l’Abitare. A partire dall’ascolto di quello che il tema dell’abitare muove cerchiamo di
scoprire il cuore dei pensieri degli allievi e di creare un materiale che a sua volta “abiterà” altri spazi della città.
Punto di partenza dell’incontro saranno gli stessi temi che stiamo indagando con il nostro nuovo progetto “Esercizi
sull’abitare”. Gli esercizi sull’abitare riguardano l'identità e la comunità, il modo in cui l'individuo definisce il suo spazio, il
luogo che abita mentre il concetto e le modalità di abitare cambia e muta in continuazione, legato al tempo, ai
cambiamenti sociali e spaziali che attraversano le nostre vite. Nell’epoca dello sharing, del co-living, portare la casa fuori,
attraverso le pratiche artistiche che metteremo in atto, vuole sottolineare questo nuovo spazio aperto di condivisione,
considerando le sue criticità, e sicuramente sperimentandone le potenzialità.
Cos’è casa? Cosa significa abitare insieme uno spazio? Come immagino lo spazio di un abitare collettivo? Cosa significa
traslocare? Come possiamo sentici a casa negli spazi della città fuori dalla nostra casa? Il tema della casa come luogo
di concentrazione simbolica della convivenza umana sul pianeta, sia storica che geografica ci pone delle domande
sull'essere al mondo a cui fa da specchio il nomadismo dell’essere umano che perennemente trasloca la sua identità da
un io all’altro, da un luogo fisico ed esistenziale al successivo. Queste alcune delle domande che rivolgeremo agli
adolescenti attraverso delle interviste che diventeranno materiale drammaturgico, video, sonoro che andrà ad abitare le
altre tappe del progetto. Interviste, ma non solo, anche un avvicinamento al lavoro teatrale e performativo della
compagnia attraverso questo incontro che sarà l’occasione per fare esperienza di come si lavora artisticamente con la
biografia e con i ricordi.
Inizieremo con l’incontrarci e il presentarci con una chiacchiera introduttiva che sarà già il primo materiale del lavoro.
Condivideremo poi un training fisico, vocale e immaginifico che sarà propedeutico a un lavoro più intimo che ci porterà
alle interviste e alla creazione di veri e propri ritratti sull’abitare. Cercheremo di affrontare i lavori e le idee proposte dagli
allievi con un lavoro più personalmente indirizzato.
Ogni studente ha un suo battito. Come ascoltarlo? Come seguirlo? Quali strumenti di ricerca applicare affinché ogni
strada si apra e ogni passo si possa compiere? Abbiamo bisogno di piccoli passi per srotolare grandi matasse. Il primo
passo cerca di far venire alla luce l’allievo, lavorando con le biografie, le foto, i ricordi, con testi e riferimenti letterari, tutti
materiali che andranno a comporre un ritratto. Ritrarre lo stare in bilico che nasce dall’esposizione di sé racconta il nostro
lavoro sulla scena e quello con gli allievi. J. L. Nancy a proposito del ritratto scrive: L’esposizione non è un appendice né
una parata della qualità o dell’essenza ritrattistica: essa è consustanziale alla pittura, lo è ancora di più, se è possibile, al
ritratto. Come è stato detto, l’interiorità, ha luogo allo stesso tempo dell’esteriorità e da nessun’altra parte. L’esposizione
è questa installazione (mise en place) e questo aver luogo né interiore né esteriore, ma in avvicinamento o in rapporto.
Si potrebbe dire che il ritratto dipinge l’esposizione. Cioè la mette in opera. Ma l’opera, in questo caso, non è la cosa o
l’oggetto quadro. L’opera è il quadro in quanto rapporto. In questo senso, il soggetto è l’opera del ritratto, ed è in
quest’opera che esso si trova o si perde. Portare alla luce - traire au jour - il fondo stesso dell’allievo che prenderà spunti,
stimoli, aprirà dubbi, domande, per rielaborare la sua personale visione, il suo punto di vista sulle cose e sul mondo.
Esporre quella presenza al rapporto con sé esponendola alla relazione con l’altro attraverso esercizi di prossimità,
esercizi sull’abitare. La bellezza prima di tutto è un incontro. Come posso tradurla perché diventi atto di condivisione
attraverso il mio gesto artistico? Cosa sto traducendo e dunque trasmettendo? È con questi presupposti che lavoriamo
alla pedagogia teatrale di questo incontro, cercando e organizzando materiali personali da mettere in contatto con alcuni
elementi della nostra indagine sull’abitare e degli elementi del nostro lavoro artistico: la musica, la lettura, la scrittura a
partire dal corpo biografico dell’allievo, lo spazio da costruire a partire da questo luogo di prossimità che nel suo darsi si
fa contenuto universale di una singolarità che è anche plurale.
Ci chiediamo costantemente come i ragazzi possano trovare un nuovo sguardo per osservare il mondo. Forse cercando
dentro se stessi e scoprendo un altrove per farne una narrazione da condividerne, una visione, un progetto, un sogno. I
ragazzi sono tutti, sempre, ragazzi di vita, perché appartengono alla vita, sono dentro la vita. Questa vitalità va stimolata
e nutrita, va aperta agli altri e al mondo. Questa narrazione può diventare un atto artistico, etico, umano, capace di
custodire e far crescere questa vitalità. Il laboratorio diventa un viaggio alla scoperta di ricordi e memorie, di sogni e
desideri, di paure e coraggio. Una piccola caduta dentro la storia personale e collettiva. Raccontare è un dono, è teatro,
un atto potente e immaginifico, un atto di condivisione e trasformazione.
Il laboratorio si terrà nei giorni 27 e 28 febbraio + 6, 13, 14 marzo dalle 14 alle 18.
IMG_3544La compagnia teatrale Bartolinio/Baronio, è l'ideatrice del workshop Esercizi sull'abitare nell'ambito del progetto Live Museum, Live Change, per la valorizzazione dei Mercati di Traiano di Roma. A partire dalla ricerca sulla biografia, il ritratto e la narrazione orale, gli studenti del Liceo T. Mamiani saranno coinvolti in un dialogo sul tema dell’abitare, pensieri e suggestioni che andranno poi a creare il materiale che a sua volta “abiterà” i Mercati di Traiano. 
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