IV S·· L’unico difetto è la mia assenza, l'ultimo Atelier di Live Museum, Live Change Stampa
Lunedì 13 Luglio 2020 12:26
Claudio Beorchia si nutre dei commenti che i visitatori dei Mercati di Traiano affidano al web per scoprire il segno che il Museo lascia in chi attraversa i suoi spazi, per indagare il rapporto tra le rovine e le persone che le sfiorano, la relazione che nasce con l’eredità dell’antica Roma, i suoi monumenti, le sue architetture.
Parole raccolte nello spazio virtuale dei social network – bacheche, post, stories, recensioni – che l’artista tratta come poetica materia prima e rielabora in un testo per raccontare l'esperienza corale di una visita ai Mercati. “IV S·· L’unico difetto è la mia assenza” di Claudio Beorchia è l’atelier d’artista di Live Museum Live Change, progetto di PAV, realizzato nell’ambito dell’Avviso Atelier Arte Bellezza Cultura della Regione Lazio (P.O.R. FESR Lazio 2014/2020 azione 3.3.1b), grazie anche alla collaborazione con Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Carichi di storia e di significati, ma sconosciuti: così sono, per Claudio Beorchia, i Mercati di Traiano. Un luogo che non ha mai visitato e che il lockdown gli ha impedito di vivere personalmente. Da qui, l’idea di rifugiarsi, tra marzo e giugno, nelle parole dei visitatori per sviluppare un proprio rapporto di conoscenza con lo spazio: “Magari non si tratta tanto di pareri dotti o annotazioni specialistiche, quanto piuttosto di un intricato susseguirsi di riflessioni e considerazioni personali, spontanee e sincere, forse anche ingenue e naive, ma che celebrano e manifestano il potere generativo di senso che ha l’arte.”
Parole come tracce, che Beorchia combina quasi fosse un collage letterario. Le frasi raccolte sono organizzate in un database, rielaborate e scomposte seguendo pattern semantici, ricorrenze e affinità, infine combinate in un poemetto che celebra la relazione tra il pubblico e la città antica. Il suo lavoro prende la forma di una pubblicazione di componimenti poetici e si declina in diversi artefatti: libro, cartoline e stendardi che ritornano negli spazi dei Mercati di Traiano a partire dal 16 luglio e fino a 24 luglio.
Il progetto prosegue, estende e articola un personale filone di ricerca che mette al centro dell’indagine artistica l’esperienza del visitatore, uno studio inaugurato da Beorchia con il lavoro “Aurale, brusii per audioguide” durante una residenza artistica alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.
L’opera stimola l’innestarsi di pensieri in diverse comunità: i visitatori del Museo, che - in una sorta di cortocircuito – leggono le parole di chi li ha preceduti; le comunità locali, chiamate a osservare la propria città con gli occhi di chi vede Roma con l’entusiasmo e la meraviglia della prima volta, senza il velo dell’abitudine e della quotidianità.
Claudio Beorchia (Vercelli, 1979), ha studiato Design e Arti Visive all’Università Iuav di Venezia e all’Accademia di Belle Arti “Brera” di Milano. Ha conseguito il Dottorato in Scienze del Design presso il Dipartimento di Progettazione e Pianificazione in Ambienti Complessi della Scuola di Dottorato Iuav di Venezia. I suoi lavori sono stati esibiti in numerose occasioni in Italia e all’estero.  Fra i riconoscimenti: le Menzioni Speciali al “Premio Imagonirmia” (2018) e al “Premio Fabbri” (2017); si è aggiudicato il premio “Un’Opera per il Castello”, Mibac-Polo Museale della Campana, per la realizzazione di un’installazione permanente a Castel Sant’Elmo, Napoli (2015); ha vinto il “Premio U. Mastroianni” della Regione Piemonte, per la realizzazione della scultura per la piazza di Corio, Torino (2012).
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Al via oggi IV S·· L’unico difetto è la mia assenza di Claudio Beorchia, l'ultimo Atelier di Live Museum, Live Change ai Mercati di Traiano di Roma.


Claudio Beorchia si nutre dei commenti che i visitatori dei Mercati di Traiano affidano al web per scoprire il segno che il Museo lascia in chi attraversa i suoi spazi, per indagare il rapporto tra le rovine e le persone che le sfiorano, la relazione che nasce con l’eredità dell’antica Roma, i suoi monumenti, le sue architetture. Parole raccolte nello spazio virtuale dei social network – bacheche, post, stories, recensioni – che l’artista tratta come poetica materia prima e rielabora in un testo per raccontare l'esperienza corale di una visita ai Mercati. 
Le frasi raccolte sono organizzate in un database, rielaborate e scomposte seguendo pattern semantici, ricorrenze e affinità, infine combinate in un poemetto che celebra la relazione tra il pubblico e la città antica. Il suo lavoro prende la forma di una pubblicazione di componimenti poetici e si declina in diversi artefatti: libro, cartoline e stendardi che ritornano negli spazi dei Mercati di Traiano a partire dal 16 luglio e fino a 24 luglio. 

Biografia
Claudio Beorchia (Vercelli, 1979), ha studiato Design e Arti Visive all’Università Iuav di Venezia e all’Accademia di Belle Arti “Brera” di Milano. Ha conseguito il Dottorato in Scienze del Design presso il Dipartimento di Progettazione e Pianificazione in Ambienti Complessi della Scuola di Dottorato Iuav di Venezia. I suoi lavori sono stati esibiti in numerose occasioni in Italia e all’estero.  Fra i riconoscimenti: le Menzioni Speciali al “Premio Imagonirmia” (2018) e al “Premio Fabbri” (2017); si è aggiudicato il premio “Un’Opera per il Castello”, Mibac-Polo Museale della Campana, per la realizzazione di un’installazione permanente a Castel Sant’Elmo, Napoli (2015); ha vinto il “Premio U. Mastroianni” della Regione Piemonte, per la realizzazione della scultura per la piazza di Corio, Torino (2012).