Live Museum, Live Change. Il peso dell’effimera eternità, l'Atelier di Fabio Pennacchia Stampa
Martedì 30 Giugno 2020 09:47
Live Museum, Live Change. Il peso dell’effimera eternità, l'Atelier di Fabio PennacchiaIl 30 giugno Fabio Pennacchia apre l'Atelier Il peso dell'effimera eternità, l'opera pensata per il progetto Live Museum, Live Change ai Mercati di Traiano. L'opera è composta da tre elementi: un cono di terracotta, un pendolo di terra cruda e una pianta di vite sospese nel tempo. Un invito a dedicarsi ad un atto di osservazione meditativa, a concedersi del tempo. L'opera si rivolge a tutte le comunità umane, indagando la percezione del tempo e riflettendo sulle forze intrinseche che agiscono sul nostro ambiente. L'artista sarà presente in
possibili incontri con l'opera per favorire le sue relazioni con lo spazio dei Mercati di Traiano. Ogni visitatore avrà un’immagine unica dell’installazione data la sua natura mutevole e rigenerativa. Il peso dell’effimera eternità è una metafora di vita, tra peso della gravità e leggerezza dell’esistenza.
Bio Fabio Pennacchia nasce a Latina nel 1983. Nel 2002 si trasferisce a Roma  per frequentare il corso di Laurea in Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi Roma Tre. Tre anni dopo provoca l'incontro con l'artista Maurizio Mochetti con cui  collabora per cinque anni in qualità di assistente. Matura in lui l'interesse per la realizzazione di progetti legati alla rivitalizzazione della coscienza dello spazio attraverso opere sottili, intangibili come  l'installazione Piano di evacuazione – layer 00 – che presenta in occasione della sua prima personale presso la 2RC Gallery di Roma. Nel 2007 comincia il corso di Arte civica alla facoltà di Architettura di Roma Tre tenuto da Francesco Careri. Esperienza fondamentale per sviluppare una propria poetica della misura e della percezione, ripercorrendo la strada dell'esperienza Situazionista e della Land art. Nel 2011, è invitato a intervenire negli spazi del Museo dell'Altro e dell’Altrove (MAAM) nell’ambito del progetto Space Metropoliz, un esperimento di riqualificazione e di progettazione partecipata in un ex fabbrica occupata. L'esperienza degli Stalker lo incammina verso la strada della costruzione partecipata e dell’ architettura sostenibile portandolo a collaborare a numerosi progetti tra i quali “Costruir Junto” nel 2012, legato alla costruzione di un Auditorium presso l’ex fabbrica tessile ASA a Guimaraes (Portogallo), il workshop di auto-progettazione organizzato da “Butera cultural Farm” e “Dettofatto Lab”, presso Butera, in Sicilia nel 2013. Nello stesso anno viene invitato con il suo collettivo Ninanò insieme a Aspra-Mente, Orizzontale, Publink al progetto Green Industrial Space di riattivazione di spazi verdi nella zona industriale di Villa del Conte, Padova.In quegli stessi anni di formazione e pratica, sviluppa una serie di lavori, di approssimazioni all'opera vera (Calvino) che questionano la dimensione del segno nello spazio che prende corpo nell’oggetto simbolo della lente capace di racchiudere il paesaggio in un punto.Tale opera si sviluppa nel progetto piu ampio “enhanced vision”, rete di porti artistici sparsi nel mondo anche frutto degli incontri fatti nel quadro del suo lavoro in quanto coordinatore  di allestimenti di mostre d'arte con la Glocal Project srl con cui collabora per la promozione di mostre itineranti dal 2011.
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Il 30 giugno Fabio Pennacchia apre l'Atelier Il peso dell'effimera eternità, l'opera pensata per il progetto Live Museum, Live Change ai Mercati di Traiano


Tre elementi - un cono di terracotta, un pendolo di terra cruda e una pianta di vite che cresce e abita il Piccolo Emiciclo dei Mercati di Traiano – danno corpo all’invito di Fabio Pennacchia a fermarsi in un atto di osservazione meditativa. Il peso dell’effimera eternità è una metafora di vita, tra peso della gravità e leggerezza dell’esistenza. Una messa in scena di forze fisiche e intelligenza vegetale quale connubio ideale cui l’uomo è portato a tendere. Un’opera che riflette le tensioni vitali che agiscono sull’ambiente, con cui Pennacchia indaga la percezione del tempo e si interroga sulla possibilità, per l’arte, di essere estensione della natura. 

 

Bio
Fabio Pennacchia nasce a Latina nel 1983. Nel 2002 si trasferisce a Roma  per frequentare il corso di Laurea in Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi Roma Tre. Tre anni dopo provoca l'incontro con l'artista Maurizio Mochetti con cui  collabora per cinque anni in qualità di assistente. Matura in lui l'interesse per la realizzazione di progetti legati alla rivitalizzazione della coscienza dello spazio attraverso opere sottili, intangibili come  l'installazione Piano di evacuazione – layer 00. Nel 2007 comincia il corso di Arte civica alla facoltà di Architettura di Roma Tre tenuto da Francesco Careri. Esperienza fondamentale per sviluppare una propria poetica della misura e della percezione, ripercorrendo la strada dell'esperienza Situazionista e della Land art. Nel 2011, è invitato a intervenire negli spazi del Museo dell'Altro e dell’Altrove (MAAM) nell’ambito del progetto Space Metropoliz, un esperimento di riqualificazione e di progettazione partecipata in un ex fabbrica occupata. L'esperienza degli Stalker lo incammina verso la strada della costruzione partecipata e dell’ architettura sostenibile portandolo a collaborare a numerosi progetti tra i quali “Costruir Junto” nel 2012, legato alla costruzione di un Auditorium presso l’ex fabbrica tessile ASA a Guimaraes (Portogallo), il workshop di auto-progettazione organizzato da “Butera cultural Farm” e “Dettofatto Lab”, presso Butera, in Sicilia nel 2013. In quegli stessi anni di formazione e pratica, sviluppa una serie di lavori, di approssimazioni all'opera vera (Calvino) che questionano la dimensione del segno nello spazio che prende corpo nell’oggetto simbolo della lente capace di racchiudere il paesaggio in un punto.Tale opera si sviluppa nel progetto piu ampio “enhanced vision”, rete di porti artistici sparsi nel mondo anche frutto degli incontri fatti nel quadro del suo lavoro in quanto coordinatore  di allestimenti di mostre d'arte con la Glocal Project srl con cui collabora per la promozione di mostre itineranti dal 2011.