Live Museum, Live Change riparte con Dissezione Traiano Stampa
Venerdì 12 Giugno 2020 00:00

nontanto_1Gli Atelier di Live Museum, Live Change ripartono oggi con Dissezione Traiano, progetto teatrale dei Nontantoprecisi. Un laboratorio di 5 incontri che coinvolgerà 30 persone in un attraversamento dei Mercati di Traiano.

 

Dissezione Traiano è una riflessione sul senso del tempo, sulla materia di cui è fatto un luogo, la sua memoria per esplorare possibili relazioni con i corpi. Un abitare collettivo fatto di piccoli spostamenti, gesti e respiri, brevi moti di sguardo, che segnano la possibilità di un confronto tra i corpi e lo spazio. Il loro è un invito a osservare un frammento e rintracciarne il passaggio dalla maceria alla rovina: se le macerie sono pezzi di mondo, pezzi di città non più recuperabili, che hanno perduto la misura del tempo e dello spazio, le rovine possono segnare la possibilità di un confronto, di un ingaggio, il recupero di uno spazio confuso nei frammenti dell’esistenza.
 I Mercati di Traiano sono attraversati da un corpo-sciame, che muta e diviene, in un'esperienza collettiva della provvisorietà dei confini e dell’estensione potenzialmente infinita dei corpi. 
Del lavoro sarà realizzato un video, uno studio poetico sull'abitare attraverso lo sguardo degli artisti Corrado Chiatti e Mattia Pellegrini.

Bio
Corrado Chiatti e Mattia Pellegrini negli ultimi anni si sono trovati spesso in Salento nel tentativo, con altri amici, di costruire momenti di vita-in-comune, idiorritmie, paesaggi. 
Fanno parte dell'avventura editoriale L'almanacco de La Terra Trema - trimestrale cartaceo di cultura materiale. Qualche volta si firmano Silybum Marianum. Con i Non tanto precisi si sono visti durante Sensibile Comune alla Galleria Nazionale d'arte moderna nel gennaio 2017 e da lì si sono immaginati amici e complici.  

Nontantoprecisi nascono nel 2006, all’interno dell’Ex Manicomio di Roma “S. Maria della Pietà”, dove un gruppo di uomini e donne ha iniziato un lavoro di ricerca teatrale. Partendo da uno studio sullo spazio, spesso un padiglione, un vicolo, una piazza, un muro, il paesaggio, i Nontantoprecisi lavorano con il dispositivo teatrale per dare corpo alle visioni della loro ricerca. Tra le tappe del loro percorso: ORGANON. Narrazione organica di città: L'Aquila spettacolo itinerante (2014); LA SCENA PRESENTE laboratorio e performance, MATTATOIO, La Pelanda, Roma (2019); L’INSEPARABILE in occasione della mostra SUBLIMI ANATOMIE, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2019). Come i tagli di un’opera di Fontana, che separano il noto e il dicibile dalla loro stessa fonte, i Nontantoprecisi provano a stare al bordo, nella ferita: l’arte, quest’arte, non è forse tentare di stare in bilico su questa crepa, dove la parola non arriva e l’inaccessibile rimane inevitabilmente chiuso a sé? Il lavoro di scena prova a mettere in moto la macchina attoriale, sabotandola per tentare di bloccarne gli ingranaggi, fermarne il moto e lasciare che ai soggetti, a questi uomini e a queste donne, non rimanga altro che divenir mero corpo. Rimanere corpo.  

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