Live Museum, Live Change. I Taccuini Botanici di Gaia Bellini Stampa
Lunedì 22 Giugno 2020 12:01
Con Taccuini botanici, Gaia Bellini esplora i Mercati di Traiano e li rilegge attraverso la natura che li vive. L’artista si ispira al concetto di libro come luogo di memoria e di conservazione del reale, propone una rinnovata esperienza narrativa con riferimenti che vanno da Bruno Munari a Katsumi Komagata e realizza due libri d’autore, custodi della sua catalogazione dei Mercati di Traiano come rappresentazione scomposta della natura che da questi nasce, si integra, fa da contesto e contestualizza.
Nei libri un diario di lavoro, bozzetti d’artista, un inventario cromatico delle varietà dello strato botanico che si aggrappa ai resti antichi. Per lasciarne traccia, Gaia Bellini lo trasforma in tintura con un laboratorio di estrazione del colore e stampa vegetale che, grazie alla collaborazione che Live Museum Live Change ha attivato con il Fablab Saperi&Co dell’Università La Sapienza di Roma, coinvolge gli studenti di Design dell’Università romana, ragazzi che attivano così nuove relazioni, nuove interpretazioni e narrazioni del Museo.
I Taccuini Botanici sono libri di nuova memoria, fermo immagine di un ambiente in divenire in contrapposizione alla staticità della pietra e del loro contenitore: una wunderkammer moderna e asettica. Oggetti consultabili ma delicati, che invitano a scoprire la bellezza a partire dalla sensibilità tattile dell’oggetto.

gaiaGli Atelier di Live Museum, Live Change continuano con i Taccuini botanici di Gaia Bellini, una rilettura dei Mercati di Traiano attraverso la natura che li vive.

L’artista si ispira al concetto di libro come luogo di memoria e di conservazione del reale realizzando due libri d’autore, custodi della sua catalogazione dei Mercati di Traiano come rappresentazione scomposta della natura che da questi nasce, si integra, fa da contesto e contestualizza.  
Nei libri un diario di lavoro, bozzetti d’artista, un inventario cromatico delle varietà dello strato botanico che si aggrappa ai resti antichi. Per lasciarne traccia, Gaia Bellini lo trasforma in tintura con un laboratorio di estrazione del colore e stampa vegetale che, grazie alla collaborazione che Live Museum Live Change ha attivato con il Fablab Saperi&Co dell’Università La Sapienza di Roma, coinvolge gli studenti di Design dell’Università romana.
I Taccuini Botanici sono libri di nuova memoria, fermo immagine di un ambiente in divenire in contrapposizione alla staticità della pietra e del loro contenitore: una wunderkammer moderna e asettica. Oggetti consultabili ma delicati, che invitano a scoprire la bellezza a partire dalla sensibilità tattile dell’oggetto.

Bio
Gaia Bellini nasce a Bardolino, tra le colline del Lago di Garda, nel 1996. In giovane età studia acquerello in bottega di paese. Terminati gli studi, dopo un anno passato in Sud America durante il quale ha modo di assistere e studiare la materia del colore che scaturisce dal mondo vegetale, torna in Italia dove si laurea all'Accademia di Belle Arti di Venezia in Arti Visive e, parallelamente, da sempre amante e attenta osservatrice della natura, approfondisce lo studio di piante tintorie e stampa vegetale, arrivando a trovare la sua cifra poetica esprimendosi attraverso quelle che lei chiama Sindoni vegetali: tele pittoriche che crea ricercando armonia e delicatezza sul tessuto che, avvolto in crisalidi, si lascerà imprimere nel tempo dando forma in questo modo alla sensibilità estetica ricercata,  nel mezzo tra ricerca  cosciente e scoperta.

www.gaiabellini.com