The 2020 Charter of Rome, una carta per la partecipazione alla vita culturale nelle città Stampa
Mercoledì 03 Giugno 2020 07:09
Presentata «The 2020 Charter of Rome», progetto per difendere i diritti culturali nel mondo: un documento che punta a portare avanti una serie di impegni per il diritto alla partecipazione per la vita culturale nelle città.
La carta, presentata nella sua prima versione, è una base di lavoro frutto del confronto tra 22 città –  da Città del Messico a Barcellona, fino a Maputo -, 15 network e 47 esperti da tutto il mondo (tra gli italiani, hanno partecipato: Fernando Ferroni, Enrico Giovannini, Mercedes Giovinazzo, Salvatore Settis). Il progetto è stato lanciato da Roma Capitale in collaborazione con United Cities and Local Governments (Ucgl).
Il documento, che prende le mosse dall’articolo 27 della Dichiarazione universale dei Diritti umani e si ispira all’articolo 3 della Costituzione Italiana, – si legge in una nota di Roma Capitale – «richiama la responsabilità dei governi locali alla rimozione degli ostacoli che impediscono la realizzazione di diritti fondamentali, ambisce a divenire uno strumento concreto per amministratori e cittadini e una base per rivendicare la realizzazione dei diritti culturali nel dibattito internazionale e nella revisione degli Sdg», gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile (sustainable development goals).
Si tratta di «una prima versione di una innovativa Carta della cultura che prende il nome da Roma, perché da qui è nata l’iniziativa che si rivolge e chiede impegni ai governi delle città nel mondo e dunque anche a noi stessi», ha detto il vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale, Luca Bergamo (vicepresidente della Commissione Cultura Uclg) – che coordina i lavori insieme alla presidente della Commissione Cultura dell’Assemblea capitolina, Eleonora Guadagno – in occasione della presentazione in videoconferenza della charter all’executive bureau di Uclg.
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rome_charterNasce The 2020 Charter of Rome, progetto per difendere i diritti culturali nel mondo: un documento che punta a portare avanti una serie di impegni per il diritto alla partecipazione per la vita culturale nelle città. Tra i relatori anche Cristina Da Milano


La carta, presentata nella sua prima versione, è una base di lavoro frutto del confronto tra 22 città, 15 network e 47 esperti da tutto il mondo, tra i relatori italiani, oltre alla nostra Cristina Da Milano, hanno partecipato: Fernando Ferroni, Enrico Giovannini, Mercedes Giovinazzo, Salvatore Settis. Il progetto è stato lanciato da Roma Capitale in collaborazione con United Cities and Local Governments (Ucgl). 

 Il documento, che prende le mosse dall’articolo 27 della Dichiarazione universale dei Diritti umani e si ispira all’articolo 3 della Costituzione Italiana, – si legge in una nota di Roma Capitale – «richiama la responsabilità dei governi locali alla rimozione degli ostacoli che impediscono la realizzazione di diritti fondamentali, ambisce a divenire uno strumento concreto per amministratori e cittadini e una base per rivendicare la realizzazione dei diritti culturali nel dibattito internazionale e nella revisione degli Sdg», gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile (Sustainable development goals).
Si tratta di «una prima versione di una innovativa Carta della cultura che prende il nome da Roma, perché da qui è nata l’iniziativa che si rivolge e chiede impegni ai governi delle città nel mondo e dunque anche a noi stessi», ha detto il vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale, Luca Bergamo (vicepresidente della Commissione Cultura Uclg).


Per saperne di più: The 2020 Charter of Rome