Live Museum, Live Change. Permesso di sosta e fermata Stampa
Giovedì 20 Febbraio 2020 12:18
Sonia Andresano inaugura l'Atelier d'artista Permesso di sosta e fermata.
✅ INAUGURAZIONE ORE 16
✅ L'ARTISTA ACCOMPAGNERÀ IL PUBBLICO NEL PERCORSO  INSTALLATIVO, SI RACCOMANDA LA MASSIMA PUNTUALITÀ
✅ PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA SCRIVENDO A: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
✅ INGRESSO LIBERO PER I POSSESSORI DELLA MIC CARD
Permesso di sosta e fermata
Transitiamo costantemente tra la dimensione privata e la dimensione pubblica, da un punto all’altro, dentro e fuori, in un continuo bisogno di abitare. Ci muoviamo anche quando siamo fermi, seduti.
Sostare significa fermarsi in un luogo per un tempo più o meno lungo ma il tempo si muove anche quando rimaniamo immobili.
Con Permesso di sosta e fermata i Mercati di Traiano si popolano di presenze provenienti da luoghi intimi e domestici. Questi oggetti: poltrone, sedie e sgabelli, dopo aver traslocato dalle case e dagli studi dei loro donatori sono giunti in aree ora autorizzate. Ma nonostante siano fermi, questi giacigli simili a sale d’attesa, continuano a spostarsi, ad andare e tornare. Rumori di sedie e poltrone che si spostano, che strusciano sul pavimento, che urtano come durante un trasloco ci conducono in un tempo sospeso, in transito.
Un grazie di ❤ ai donatori delle sedie:
Paolo Assenza, Marco Bernardi, Carlo Alberto Bucci, Simone Cametti, Antonietta Campilongo, Marco Colazzo, Isabella D'Antonio, Iginio De Luca,  Cristina Dinello Cobianchi, Gaia Flamigni, Lia Giannotta.
Sonia Andresano
Nata a Salerno nel 1983, vive e lavora a Roma.
Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e conseguito la laurea in Storia dell’Arte presso l’Università “La Sapienza" di Roma. Nei suoi lavori tematiche come l’attesa, il viaggio, il nomadismo e il cambiamento raccontano aspetti personali in continuo divenire. Scavando nella propria storia documenta gesti e movimenti, isolando frammenti riconducibili al prima o al dopo di un tragitto. Identità e nomadismo delineano il binomio di una poetica emotiva, una logistica movimentata tradotta attraverso oggetti, gesti e azioni che conducono inevitabilmente ad una nuova partenza. Le sue opere spaziano dalla performance, al video, alla fotografia e alla scultura.
Invito_sonia_andresano_21_febbraio_insta

Il 21 Febbraio 2020 Sonia Andresano inaugura l'Atelier d'artista Permesso di sosta e fermata nell'ambito del progetto Live Museum, Live Change. L'artista ha lavorato per una settimana ai Mercati di Traiano di Roma al termine della quale inaugurerà un'installazione con dodici sedute, dodici punti di vista ed ascolto diffusi all'interno dei Mercati. Una volta seduto, il visitatore potrà ascoltare i rumori di sedie e poltrone che strusciano sul pavimento, che urtano come durante un trasloco.


Permesso di sosta e fermata
Transitiamo costantemente tra la dimensione privata e la dimensione pubblica, da un punto all’altro, dentro e fuori, in un continuo bisogno di abitare. Ci muoviamo anche quando siamo fermi, seduti.Sostare significa fermarsi in un luogo per un tempo più o meno lungo ma il tempo si muove anche quando rimaniamo immobili. Con Permesso di sosta e fermata i Mercati di Traiano si popolano di presenze provenienti da luoghi intimi e domestici. Questi oggetti: poltrone, sedie e sgabelli, dopo aver traslocato dalle case e dagli studi dei loro donatori sono giunti in aree ora autorizzate. Ma nonostante siano fermi, questi giacigli simili a sale d’attesa, continuano a spostarsi, ad andare e tornare. Rumori di sedie e poltrone che si spostano, che strusciano sul pavimento, che urtano come durante un trasloco ci conducono in un tempo sospeso, in transito. 
 
Sonia Andresano
Nata a Salerno nel 1983, vive e lavora a Roma.Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e conseguito la laurea in Storia dell’Arte presso l’Università “La Sapienza" di Roma. Nei suoi lavori tematiche come l’attesa, il viaggio, il nomadismo e il cambiamento raccontano aspetti personali in continuo divenire. Scavando nella propria storia documenta gesti e movimenti, isolando frammenti riconducibili al prima o al dopo di un tragitto. Identità e nomadismo delineano il binomio di una poetica emotiva, una logistica movimentata tradotta attraverso oggetti, gesti e azioni che conducono inevitabilmente ad una nuova partenza. Le sue opere spaziano dalla performance, al video, alla fotografia e alla scultura.


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