"Il museo siamo noi", la seconda residenza del progetto MUA PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Aprile 2019 08:20
Brindisi ospita “Il museo siamo noi”, residenza artistica del Collettivo noMade nell’ambito del progetto MUA-Musei Accoglienti. La residenza è articolata in due progetti in cui gli artisti coinvolgeranno artisti migranti nella co-creazione di un’opera per il Museo Ribezzo di Brindisi e nella la co-progettazione del nuovo allestimento per il Museo della stampa di Lecce.
Ospiti del Museo Archeologico Provinciale “Francesco Ribezzo” e della Biblioteca Arcivescovile “De Leo” di Brindisi gli artisti del Collettivo noMade sono i protagonisti della residenza artistica Il Museo siamo noi in programma dal 15 al 18 aprile  2019.
Il museo siamo noi si inserisce nell’ambito di MUA-Musei Accoglienti, progetto di Regione Puglia con i Poli Biblio-Museali di Lecce e Brindisi. MUA punta a creare una rete territoriale dei Musei in grado di migliorare l’accessibilità del patrimonio e la sua valorizzazione attraverso un percorso di formazione e sperimentazione che ha coinvolto operatori museali e migranti. MUA è finanziato dalla Regione Puglia - Assessorato all’Industria turistica e culturale attraverso il Teatro Pubblico Pugliese e si avvale di un partenariato di grande rilievo che include: Museo Sigismondo Castromediano di Lecce (capofila), il Museo Ribezzo di Brindisi, il CIR - Consiglio Italiani per i rifugiati, ECCOM - Centro Europeo per l’Organizzazione e il Management Culturale, 34esimo Fuso.
La residenza a cura del Collettivo noMade è articolata in due progetti distinti, il primo degli è una sperimentazione che unisce fotografia, narrazione sonora, gioco ed esperienze sensoriali nella creazione di un’opera partecipata. Un percorso che si inserisce nel progetto formativo che gli operatori dei musei della provincia di Brindisi hanno seguito nei mesi passati e che vuole offrire una struttura laboratoriale in grado stimolare il dialogo e l’apertura del museo verso i nuovi cittadini del territorio.
I partecipanti verranno introdotti alle collezioni dei 6 musei della provincia di Brindisi attraverso opere o reperti scelti dagli operatori, si chiederà poi ad ognuno di fotografare un dettaglio dell’opera da abbinare ad uno scatto selezionato dalla libreria fotografica del proprio telefono ed infine di dare un titolo alla composizione che sarà così costituita da due foto e una registrazione vocale di un breve racconto. Il lavoro andrà a comporre un percorso di visita parallelo che i futuri visitatori reali o virtuali del Museo Ribezzo di Brindisi potranno ricercare, consultare e ascoltare, una testimonianza viva del processo di esplorazione e co-creazione vissuto insieme agli operatori del Museo. Una breve guida racchiuderà tutte le nuove “opere” realizzate durante il laboratorio.
Il secondo intervento del Collettivo noMade prevede il coinvolgimento di un altro gruppo di artisti migranti nel nuovo progetto di allestimento per il Museo della Stampa di Lecce. Un nuovo modo di lavorare ispirato all’idea che l’integrazione dei nuovi cittadini nel sistema culturale sia un processo spesso complicato che non può prescindere dall’offerta di elementi professionalizzanti. L’obiettivo, dunque, è quello di fornire a chi partecipa nuove competenze teoriche e tecniche sulla creazione di un allestimento museale e allo stesso tempo la possibilità di esplorare il patrimonio e l’identità della collezione del Museo della Stampa. Il lavoro svolto verrà poi sintetizzato attraverso un plastico che riprodurrà un percorso museale inclusivo e all’avanguardia espressione delle diverse interpretazioni di chi ha partecipato al laboratorio.
Biografia collettivo noMade
Il collettivo noMade è costituito da gruppo di artisti-ricercatori che lavora sull’immaginario di paesaggi sensoriali nel quale il fruitore trova la sua libertà di creazione. Il collettivo affonda le sue radici nel concetto di nomadismo che assunto come categoria interpretativa del mondo ne coglie il suo continuo divenire, il suo non essere mai lo stesso, la sua relatività. noMade è un gruppo poliedrico che racchiude diverse abilità e sensibilità artistiche, in particolare nella grafica, il sound design, la videoarte, le arti performative, l'arte visuale, le installazioni site-specific e l'interactive art. Il collettivo è costituito da Lea Walter, psicofisiologa e arte-terapeuta; Fabio Pennacchia, artista, allestitore e scenografo; Alice Ruzzettu, disegnatrice e artista; Max Wayne, artista, sound designer e compositore.
www.radionomade.com
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Dal 15 al 18 aprile 2019 Brindisi ospita Il museo siamo noi, residenza artistica del collettivo noMade nell’ambito del progetto MUA-Musei Accoglienti. Durante la residenza, articolata in due interventi, i noMade coinvolgeranno artisti migranti nella co-creazione di un’opera per il Museo Ribezzo di Brindisi e nella la co-progettazione del nuovo allestimento per il Museo della stampa di Lecce


La residenza a cura del Collettivo noMade è articolata in due progetti distinti, il primo è una sperimentazione che unisce fotografia, narrazione sonora, gioco ed esperienze sensoriali nella creazione di un’opera partecipata. Un percorso che si inserisce nel progetto formativo che gli operatori dei musei della provincia di Brindisi hanno seguito nei mesi passati e che vuole offrire una struttura laboratoriale in grado stimolare il dialogo e l’apertura del museo verso i nuovi cittadini del territorio. 

I partecipanti verranno introdotti alle collezioni dei sei musei della provincia di Brindisi attraverso opere o reperti scelti dagli operatori, si chiederà poi ad ognuno di fotografare un dettaglio dell’opera da abbinare ad uno scatto selezionato dalla libreria fotografica del proprio telefono ed infine di dare un titolo alla composizione che sarà così costituita da due foto e una registrazione vocale di un breve racconto. Il lavoro andrà a comporre un percorso di visita parallelo che i futuri visitatori reali o virtuali del Museo Ribezzo di Brindisi potranno ricercare, consultare e ascoltare, una testimonianza viva del processo di esplorazione e co-creazione vissuto insieme agli operatori del Museo. Una breve guida racchiuderà tutte le nuove opere realizzate durante il laboratorio.

Il secondo intervento prevede il coinvolgimento di un altro gruppo di artisti migranti nel nuovo progetto di allestimento per il Museo della Stampa di Lecce. Un nuovo modo di lavorare ispirato all’idea che l’integrazione dei nuovi cittadini nel sistema culturale sia un processo spesso complicato che non può prescindere dall’offerta di elementi professionalizzanti. L’obiettivo, dunque, è quello di fornire a chi partecipa nuove competenze teoriche e tecniche sulla creazione di un allestimento museale e allo stesso tempo la possibilità di esplorare il patrimonio e l’identità della collezione del Museo della Stampa. Il lavoro svolto verrà poi sintetizzato attraverso un plastico che riprodurrà un percorso museale inclusivo e all’avanguardia espressione delle diverse interpretazioni di chi ha partecipato al laboratorio.


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