MUA. "La parte piccola di un tutto", residenza di Alice Padovani PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Marzo 2019 11:30
La parte piccola di un tutto
Residenza artistica di Alice Padovani
MUA-Musei Accoglienti
Castello di Acaya | 25-28 marzo 2019
Largo Castello, 73029 Acaya, Vernole LE
Lecce, GG/MM/2019
Il Castello di Acaya ospita “La parte piccola di un tutto”, residenza artistica di Alice Padovani nell’ambito del progetto MUA-Musei Accoglienti. L’opera è una ricomposizione di ceramiche di diversa provenienza all’interno di un grande cerchio a simboleggiare    i valori dell’accoglienza e dell’inclusione.
Dal 25 al 28 marzo 2019 il Castello di Acaya di Vernole (LE) ospita La parte piccola di un tutto, residenza artistica di Alice Padovani nell’ambito di MUA-Musei Accoglienti, progetto di Regione Puglia con i Poli Biblio-Museali di Lecce e Brindisi. MUA punta a creare una rete territoriale dei Musei in grado di migliorare l’accessibilità del patrimonio e la sua valorizzazione attraverso un percorso di formazione e sperimentazione che ha coinvolto operatori museali e migranti. MUA è finanziato dalla Regione Puglia - Assessorato all’Industria turistica e culturale attraverso il Teatro Pubblico Pugliese e si avvale di un partenariato di grande rilievo che include: Museo Sigismondo Castromediano di Lecce (capofila), il Museo Ribezzo di Brindisi, il CIR - Consiglio Italiani per i rifugiati, ECCOM - Centro Europeo per l’Organizzazione e il Management Culturale, 34esimo Fuso.
La parte piccola di un tutto è una rappresentazione visiva della diversità come valore, l’idea che da qualcosa di estremamente eterogeneo e diversificato può nascere una forma e un progetto unitario, operazione che richiama metaforicamente alcuni dei principi alla base di MUA-Musei Accoglienti, come l’accoglienza e l’inclusione.
L’opera, composta da frammenti di ceramiche e porcellane riassemblati che l’artista raccoglierà durante la sua residenza, traduce l’importanza di attingere al diverso, alla singolarità, diventando, così, un racconto per immagini di una storia nuova scaturita dall’unione di parti distanti per origine e provenienza. I pezzi rotti delle ceramiche saranno riorganizzati e combinati nelle proporzioni di un cerchio, forma arcaica e rassicurante quanto universale: ciò che è diverso, per forma e origine, viene così accettato e incluso, diventando immediatamente riconoscibile.
La parte piccola di un tutto, installata in modo permanente dal Castello di Acaya, si sviluppa a partire da una una grande forma circolare da cui si irradiano altri cerchi più piccoli realizzati da un gruppo di migranti che ha lavorerà con l’artista nella giornata del 26 marzo. Un’opera partecipata, quindi, che nasce per stimolare gli artisti nella ricerca di nuovi modi di coinvolgere il pubblico nel processo creativo, trasformando così l’opera in un nuovo di spazio di dialogo. La residenza e l’opera di Alice Padovani, dunque, riprende e rafforza un concetto fondamentale del progetto MUA, ovvero il coinvolgimento dei pubblici, che diventano co-protagonisti della creazione, fruizione e valorizzazione del patrimonio.
La residenza artistica di Alice Padovani va a rafforzare l’azione di valorizzazione del patrimonio culturale pugliese del progetto MUA e arriva dopo un percorso di formazione che ha coinvolto gli operatori museali dei Poli Biblio-Museali di Lecce e Brindisi tra la fine del 2018 e i primi mesi del 2019; nella provincia di Lecce, inoltre, si è già conclusa anche la fase sperimentale di co-progettazione con migranti/rifugiati, che insieme agli operatori hanno lavorato su nuovi percorsi di narrazione all’interno dei musei.
Biografia - Alice Padovani
Laureata in Filosofia e in Arti Visive, dalla metà degli anni ‘90 al 2012 si forma e lavora come attrice e regista nell’ambito del teatro contemporaneo. Parallelamente, preferendo l'utilizzo del disegno, dell'installazione e della performance, sviluppa un proprio percorso di artista visiva che unisce alla spontaneità dell’impulso creativo al rigore del metodo scientifico. Passando attraverso installazioni vegetali, assemblaggi entomologici e performance agite con insetti vivi, nelle sue opere propone frammenti di una natura decontestualizzata e crea collezioni che sono, al contempo, cumuli e tracce, dove la memoria naturale e quella personale si fondono per diventare il punto di origine.
www.alicepadovani.com
www.facebook.com/muamuseiaccoglienti

Schermata_2019-04-23_alle_15.31.32La parte piccola di un tutto è la residenza artistica di Alice Padovani per il progetto MUA-Musei Accoglienti. L'artista sarà al Castello di Acaya (Vernole, LE) dal 25 al 28 marzo 2019. L’opera è una ricomposizione di ceramiche di diversa provenienza all’interno di un grande cerchio a simboleggiare i valori dell’accoglienza e dell’inclusione.


La parte piccola di un tutto è una rappresentazione visiva della diversità come valore, l’idea che da qualcosa di estremamente eterogeneo e diversificato può nascere una forma e un progetto unitario, operazione che richiama metaforicamente alcuni dei principi alla base di MUA-Musei Accoglienti, come l’accoglienza e l’inclusione. 

L’opera, composta da frammenti di ceramiche e porcellane riassemblati che l’artista raccoglierà durante la sua residenza, traduce l’importanza di attingere al diverso, alla singolarità, diventando, così, un racconto per immagini di una storia nuova scaturita dall’unione di parti distanti per origine e provenienza. I pezzi rotti delle ceramiche saranno riorganizzati e combinati nelle proporzioni di un cerchio, forma arcaica e rassicurante quanto universale: ciò che è diverso, per forma e origine, viene così accettato e incluso, diventando immediatamente riconoscibile.
 
La parte piccola di un tutto, installata in modo permanente dal Castello di Acaya, si sviluppa a partire da una grande forma circolare da cui si irradiano altri cerchi più piccoli realizzati da un gruppo di migranti che ha lavorerà con l’artista nella giornata del 26 marzo. Un’opera partecipata, quindi, che nasce per stimolare gli artisti nella ricerca di nuovi modi di coinvolgere il pubblico nel processo creativo, trasformando così l’opera in un nuovo di spazio di dialogo. La residenza e l’opera di Alice Padovani, dunque, riprende e rafforza un concetto fondamentale del progetto MUA, ovvero il coinvolgimento dei pubblici, che diventano co-protagonisti della creazione, fruizione e valorizzazione del patrimonio.
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