Live museum, Live Change, al via il laboratorio "Esercizi sull'abitare" PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Marzo 2019 11:33
A partire dalla ricerca sulla biografia, il ritratto e la narrazione orale, luoghi fondamentali della nostra ricerca artistica e
pedagogica, mettiamo a disposizione strumenti di lavoro per aprire un dialogo con gli studenti del Liceo T. Mamiani che
abbia come centro di indagine l’Abitare. A partire dall’ascolto di quello che il tema dell’abitare muove cerchiamo di
scoprire il cuore dei pensieri degli allievi e di creare un materiale che a sua volta “abiterà” altri spazi della città.
Punto di partenza dell’incontro saranno gli stessi temi che stiamo indagando con il nostro nuovo progetto “Esercizi
sull’abitare”. Gli esercizi sull’abitare riguardano l'identità e la comunità, il modo in cui l'individuo definisce il suo spazio, il
luogo che abita mentre il concetto e le modalità di abitare cambia e muta in continuazione, legato al tempo, ai
cambiamenti sociali e spaziali che attraversano le nostre vite. Nell’epoca dello sharing, del co-living, portare la casa fuori,
attraverso le pratiche artistiche che metteremo in atto, vuole sottolineare questo nuovo spazio aperto di condivisione,
considerando le sue criticità, e sicuramente sperimentandone le potenzialità.
Cos’è casa? Cosa significa abitare insieme uno spazio? Come immagino lo spazio di un abitare collettivo? Cosa significa
traslocare? Come possiamo sentici a casa negli spazi della città fuori dalla nostra casa? Il tema della casa come luogo
di concentrazione simbolica della convivenza umana sul pianeta, sia storica che geografica ci pone delle domande
sull'essere al mondo a cui fa da specchio il nomadismo dell’essere umano che perennemente trasloca la sua identità da
un io all’altro, da un luogo fisico ed esistenziale al successivo. Queste alcune delle domande che rivolgeremo agli
adolescenti attraverso delle interviste che diventeranno materiale drammaturgico, video, sonoro che andrà ad abitare le
altre tappe del progetto. Interviste, ma non solo, anche un avvicinamento al lavoro teatrale e performativo della
compagnia attraverso questo incontro che sarà l’occasione per fare esperienza di come si lavora artisticamente con la
biografia e con i ricordi.
Inizieremo con l’incontrarci e il presentarci con una chiacchiera introduttiva che sarà già il primo materiale del lavoro.
Condivideremo poi un training fisico, vocale e immaginifico che sarà propedeutico a un lavoro più intimo che ci porterà
alle interviste e alla creazione di veri e propri ritratti sull’abitare. Cercheremo di affrontare i lavori e le idee proposte dagli
allievi con un lavoro più personalmente indirizzato.
Ogni studente ha un suo battito. Come ascoltarlo? Come seguirlo? Quali strumenti di ricerca applicare affinché ogni
strada si apra e ogni passo si possa compiere? Abbiamo bisogno di piccoli passi per srotolare grandi matasse. Il primo
passo cerca di far venire alla luce l’allievo, lavorando con le biografie, le foto, i ricordi, con testi e riferimenti letterari, tutti
materiali che andranno a comporre un ritratto. Ritrarre lo stare in bilico che nasce dall’esposizione di sé racconta il nostro
lavoro sulla scena e quello con gli allievi. J. L. Nancy a proposito del ritratto scrive: L’esposizione non è un appendice né
una parata della qualità o dell’essenza ritrattistica: essa è consustanziale alla pittura, lo è ancora di più, se è possibile, al
ritratto. Come è stato detto, l’interiorità, ha luogo allo stesso tempo dell’esteriorità e da nessun’altra parte. L’esposizione
è questa installazione (mise en place) e questo aver luogo né interiore né esteriore, ma in avvicinamento o in rapporto.
Si potrebbe dire che il ritratto dipinge l’esposizione. Cioè la mette in opera. Ma l’opera, in questo caso, non è la cosa o
l’oggetto quadro. L’opera è il quadro in quanto rapporto. In questo senso, il soggetto è l’opera del ritratto, ed è in
quest’opera che esso si trova o si perde. Portare alla luce - traire au jour - il fondo stesso dell’allievo che prenderà spunti,
stimoli, aprirà dubbi, domande, per rielaborare la sua personale visione, il suo punto di vista sulle cose e sul mondo.
Esporre quella presenza al rapporto con sé esponendola alla relazione con l’altro attraverso esercizi di prossimità,
esercizi sull’abitare. La bellezza prima di tutto è un incontro. Come posso tradurla perché diventi atto di condivisione
attraverso il mio gesto artistico? Cosa sto traducendo e dunque trasmettendo? È con questi presupposti che lavoriamo
alla pedagogia teatrale di questo incontro, cercando e organizzando materiali personali da mettere in contatto con alcuni
elementi della nostra indagine sull’abitare e degli elementi del nostro lavoro artistico: la musica, la lettura, la scrittura a
partire dal corpo biografico dell’allievo, lo spazio da costruire a partire da questo luogo di prossimità che nel suo darsi si
fa contenuto universale di una singolarità che è anche plurale.
Ci chiediamo costantemente come i ragazzi possano trovare un nuovo sguardo per osservare il mondo. Forse cercando
dentro se stessi e scoprendo un altrove per farne una narrazione da condividerne, una visione, un progetto, un sogno. I
ragazzi sono tutti, sempre, ragazzi di vita, perché appartengono alla vita, sono dentro la vita. Questa vitalità va stimolata
e nutrita, va aperta agli altri e al mondo. Questa narrazione può diventare un atto artistico, etico, umano, capace di
custodire e far crescere questa vitalità. Il laboratorio diventa un viaggio alla scoperta di ricordi e memorie, di sogni e
desideri, di paure e coraggio. Una piccola caduta dentro la storia personale e collettiva. Raccontare è un dono, è teatro,
un atto potente e immaginifico, un atto di condivisione e trasformazione.
Il laboratorio si terrà nei giorni 27 e 28 febbraio + 6, 13, 14 marzo dalle 14 alle 18.
IMG_3544La compagnia teatrale Bartolinio/Baronio, è l'ideatrice del workshop Esercizi sull'abitare nell'ambito del progetto Live Museum, Live Change, per la valorizzazione dei Mercati di Traiano di Roma. A partire dalla ricerca sulla biografia, il ritratto e la narrazione orale, gli studenti del Liceo T. Mamiani saranno coinvolti in un dialogo sul tema dell’abitare, pensieri e suggestioni che andranno poi a creare il materiale che a sua volta “abiterà” i Mercati di Traiano. 

Gli esercizi sull’abitare della compangia teatrale riguardano l'identità e la comunità, il modo in cui l'individuo definisce il suo spazio, il luogo che abita mentre il concetto e le modalità di abitare cambia e muta in continuazione, legato al tempo, ai cambiamenti sociali e spaziali che attraversano le nostre vite. Nell’epoca dello sharing, del co-living, portare la casa fuori, attraverso le pratiche artistiche crea l'opportunità per la creazione di un nuovo spazio aperto di condivisione dalle potenzialità ancora inesplorate. 

Cos’è casa? Cosa significa abitare insieme uno spazio? Come immagino lo spazio di un abitare collettivo? Cosa significa traslocare? Come possiamo sentirci a casa negli spazi della città fuori dalla nostra casa? Il tema della casa come luogo di concentrazione simbolica della convivenza umana sul pianeta, sia storica che geografica ci pone delle domande sull'essere al mondo a cui fa da specchio il nomadismo dell’essere umano che perennemente trasloca la sua identità da un io all’altro, da un luogo fisico ed esistenziale al successivo.

Gli studenti risponderanno a queste domande attraverso delle interviste guidate da BartoniBaronio, che diventeranno poi materiale drammaturgico, video e sonoro. Nel workshop è prevista anche un'attività d training fisico, vocale e immaginifico che sarà propedeutica al lavoro più intimo delle interviste e alla creazione di veri e propri ritratti sull’abitare. La pedagogia teatrale alla base del laboratorio prevede dunque l'indagine e l'organizzazione dei materiali personali dei ragazzi, un corpo biografico che diventa uno spazio di prossimità, contenuto universale di una singolarità che è anche plurale.
 
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