Il Dizionario Interculturale di Art Clicks
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Mercoledì 03 Luglio 2019 07:15
Il progetto Art Clicks è nato con l’intenzione di esplorare e costruire competenze e pratiche interculturali sul territorio italiano, in particolare a Roma, dove diverse etnie e culture si incontrano (e si confrontano) con intensità crescente, a seguito degli intensi, recenti flussi migratori. Le caratteristiche demografiche e socioculturali delle nostre comunità sono in trasformazione, alla ricerca di nuovi equilibri e relazioni di convivenza. Le diversità delle quali i nuovi cittadini sono portatori possono creare disorientamento, quando non timore; le potenzialità di queste diversità sfuggono o vengono sottovalutate; sono ancora troppo sporadici i casi in cui emergono le ricchezze culturali e il contributo sociale di singole persone o di comunità provenienti da altri paesi dai quali si fugge come migranti.
L’Europa dell’accoglienza e delle diversità, attraverso la sua Convenzione e il Libro bianco, esorta non solo alla tolleranza reciproca, ma piuttosto alla conoscenza, alla comprensione, allo scambio costruttivo tra culture, alla valorizzazione delle diversità, alla sperimentazione di nuove forme di incontro. L’Europa ha una consuetudine storica con le società multiculturali; ma la richiesta odierna di intercultura prevede di andare oltre, di creare nuovi assetti sociali in cui lo scambio e l’arricchimento reciproco siano la chiave per l’equilibrio, la crescita, la giustizia sociale e la sostenibilità. Gli operatori culturali di qualsiasi distretto, disciplina, livello, debbono raccogliere le sfide e gli inviti a lavorare per acquisire o far crescere conoscenze, visioni, competenze, attitudini interculturali, per, tra e con vecchi e nuovi cittadini e tra “addetti ai lavori”. Art Clicks costituisce la (quasi) naturale prosecuzione di alcune esperienze di successo realizzate dai due partner ECCOM e MAXXI con migranti giovani e adulti stabilizzati o rifugiati e di precedenti sperimentazioni di percorsi formativi condotti con responsabili di strutture pubbliche e private, per l’inclusione socioculturale dei migranti (come il progetto “MCP Broker - Brokering Migrants Cultural Participation”). Il filo legante di tutti i progetti precedenti, che rappresenta anche la continuità con Art Clicks, è il ruolo benefico delle esperienze culturali, in particolare artistiche, nell’avvicinare e valorizzare le diversità e nel creare quegli spazi di incontro tra diversità culturali, dialogico e polifonico, che l’antropologo James Clifford, nel suo saggio del 1997, definisce “zone di contatto”, contesti di scambio e costruzione di nuovi rapporti basati sull’apprezzamento reciproco.
Le competenze interculturali, alla pari delle altre competenze di base e trasversali, si costruiscono. Il Libro bianco lo ribadisce e lo raccomanda. Tutti gli educatori (intra ed extrascolastici), gli operatori culturali istituzionali o associativi, gli artisti debbono partecipare a questa “chiamata” e costruire insieme le fondamenta per il dialogo interculturale, sfruttando proprio le potenzialità uniche delle esperienze culturali. Le pratiche che ne scaturiscono possono costituire la base per sensibilizzare e introdurre/avviare cittadini giovani e adulti nell’Europa delle diversità e dei diritti umani che tutti auspichiamo.
Art Clicks è nato per questi motivi; per condividere preoccupazioni, ma anche sogni e speranze ed esplorare cosa ognuno di noi con le risorse e le energie del mondo della cultura può fare. Ha il valore di una sperimentazione metodologica che abbandona confini e campi definiti (nei manuali o nei corsi universitari), per affrontare il confronto tra persone diverse per culture, attitudini e professionalità, che hanno esplorato le proprie conoscenze, inclinazioni, valori personali e rivisto i loro ruoli e quelli delle proprie istituzioni in un percorso di riflessione continua. I punti di forza sono stati l’organizzazione delle “zone di contatto” e la fiducia che da queste si sarebbero generate nuove idee, modi di sentire e di agire; l’esercizio dell’ascolto e del dialogo alla pari; la quantità e la varietà di temi, contesti e pratiche offerte al dibattito.
Il progetto ha avuto il merito di raccogliere ed esplorare molte tra le esperienze pioniere di grande rilievo e coraggio presenti in campo nazionale: una ricchezza di idee, persone, attività spesso sconosciute o disperse sul territorio; pratiche dalle quali trarre ispirazioni, modelli, esempi da riprendere e rilanciare in altri contesti dove si ambisce a costruire relazioni interculturali. Dal teatro sociale alle nuove narrazioni interculturali nei musei, ai cori multietnici, all’arte per l’inclusione e la comprensione tra diversità, al gioco che supera le differenze culturali, alla musica come linguaggio universale, le nostre prospettive si sono espanse e hanno intravisto la potenzialità di strade e percorsi ancora tutti da sondare.
Le esperienze conosciute, le riflessioni collettive hanno introdotto nuove visioni epistemologiche, testimoniate o espresse anche da parole nuove come co-integrazione, co-sviluppo, music-azione o dalla visione di intelligenze collettive, dello spazio terzo, dell’entanglement dei rapporti tra culture, delle mappe per orientare il pensiero o dalle proposte di uso della narrazione come strumento di ricerca antropologica di conoscenza di una comunità non solo locale, ma anche di intenti, valori, circostanze.
La rete di collaborazioni che Art Clicks ha attivato è un ulteriore contributo: la maggior parte dei partecipanti non sapeva l’uno dell’altro o comunque non aveva partenariati significativi; ora, molti rapporti continuano a livello sia della consultazione personale che istituzionale. Conoscersi e condividere conoscenze, progettare percorsi comuni oltre che creare sinergie, alimenta la comprensione e infonde fiducia e solidarietà su temi e interventi di tale difficoltà. La partecipazione di operatori di diverse culture, istituzioni, professionalità, intenti e ruoli ha arricchito le relazioni e i partenariati: il problema dell’intercultura è infatti trasversale e va affrontato con una visione complessa e multisettoriale. Conoscere quanti soggetti sono sul campo e con quali interventi aiuta a costruire una visione sistemica nelle politiche d’azione e nelle alleanze, ma anche a “non sentirsi soli” nel perseguire utopie.
Art Clicks ha messo in luce (e ci ha aiutato a rinforzare) l’aspirazione di tutti noi operatori ad altri valori, che includono e vanno oltre le necessarie competenze interculturali: la comprensione, la compassione, la qualità delle relazioni umane, la libertà di espressione, azione e pensiero, la partecipazione, il benessere sociale, le pari opportunità, la cittadinanza planetaria, il pensiero critico, l’equità, l’accessibilità, la reciprocità, la cura dell’altro. Gli operatori culturali immaginano e vogliono costruire società eque, giuste, diverse, democratiche e sostenibili e sono pronti a raccogliere le sfide del millennio con le risorse della cultura; questo emerge dalla passione e dallo spirito che ha animato Art Clicks.
Art Clicks ha creato il contesto dove si sono incontrate 25 persone di diverse provenienze e culture, competenze e professionalità del mondo della cultura e dell’educazione (musei, teatri, biblioteche e scuole per adulti migranti), per confrontarsi, apprendere reciprocamente, ideare e sperimentare pratiche interculturali. Le attività – un corso di formazione/aggiornamento di 200 ore e la progettazione condivisa di esperienze pratiche – sono state messe al servizio di obiettivi quali il potenziamento delle capacità interculturali dei singoli e delle loro istituzioni o associazioni e della loro politica di inclusione dei migranti; la promozione di una partecipazione attiva dei migranti e rifugiati alla vita culturale del paese; il dialogo, lo scambio e il rispetto tra diversità e la loro valorizzazione per “vivere insieme in pari dignità” .
ALFABETO INTERCULTURALE
A partire dalle riflessioni e dal contributo di tutti i partecipanti, che sono stati parte integrante di Art Clicks, questo Alfabeto Interculturale raccoglie diversi testi, commenti, idee, suggestioni, parole chiave significativi per il futuro dialogo interculturale.
Queste diverse forme espressive si intrecciano l’una con l’altra e le parole che sono state selezionate dovrebbero essere interpretate come una polifonia, un tentativo collettivo, in cui la diversità delle voci e delle espressioni è valorizzata e salvaguardata. Dopo tutto, non potrebbe essere altrimenti considerando i principi guida di Art Clicks.
Grazie a tutti i partecipanti per la loro perseveranza e passione e per aver condiviso la convinzione che un mondo migliore è possibile.Dop Abbiamo pubblicato

Schermata_2019-07-03_alle_10.30.40Nell'ambito dell'esperienza di Art Clicks abbiamo realizzato un Dizionario Interculturale, un testo che raccoglie diversi scritti, commenti, idee, suggestioni, parole chiave significativi per il futuro dialogo interculturale. Il documento è a cura di Cristina Da Milano, Francesca Guida ed Elisabetta Falchetti.

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Prove di intercultura
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Venerdì 31 Maggio 2019 18:48
Globalizzazione, mondializzazione, spostamenti di popoli, trasformazioni demografiche e socioculturali delle comunità umane mettono a confronto quotidianamente diversità di persone, culture, valori, modi e aspirazioni di vita. L’intercultura è auspicata come cambiamento paradigmatico del pensare, sentire e dell’agire, risorsa per sostenere nuove forme di relazione e di equilibri sociali. Questo volume intende offrire un contributo di riflessione a chiunque si interessi di intercultura o lavori in ambiti che contemplano il confronto tra
diversità culturali. Il percorso che qui si racconta ha portato le persone coinvolte a riconoscere utopie e progetti di vita verso i quali l’intercultura dovrebbe guidarci: da una identità umana comune, alla cittadinanza planetaria di Morin, al “vivere insieme in pari dignità”, l’obiettivo indicato a livello europeo per società giuste, inclusive, democratiche, interculturali.
prove-di-intercultura-579275

Prove di Intercultura nasce dal percorso fatto con il progetto Art Clicks, laboratorio di progettazione interculturale ideato dal MAXXI ed ECCOM. Il libro a cura di Cristina Da Milano, Francesca Guida ed Elisabetta Falchetti raccoglie contributi e riflessioni per chiunque si interessi di intercultura o lavori in ambiti che contemplano il confronto tra diversità culturali.

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Audience Development: mettere i pubblici al centro delle organizzazioni culturali
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Giovedì 02 Maggio 2019 07:41
Di cosa parliamo quando parliamo di Audience Development? "Ampliare, diversificare e approfondire le relazioni con i pubblici": un'ambiziosa dichiarazione di principio, che però deve poi tradursi in politiche, pratiche e azioni non facili da individuare. Il volume mette a disposizione in lingua italiana, i risultati di una ricerca voluta dalla Commissione Europea ed è pensato per rispondere alla richiesta da parte di operatori culturali, istituzioni e artisti italiani di un quadro di riferimento su un tema "caldo" ma ancora poco esplorato. Per alcuni si tratta di marketing, per altri di educazione, per altri di politiche per promuovere la partecipazione attiva dei cittadini, per altri ancora di trovare una sostenibilità "a mercato" per una produzione culturale sempre più indebolita dalla carenza di fondi pubblici. Parlare di Audience Development significa oggi parlare di cambiamento. Un cambiamento imprescindibile e quanto mai urgente, perché la cultura diventi parte della vita dei cittadini e delle comunità che hanno contribuito a crearla. La prospettiva adottata nella ricerca è quella di chi la cultura la produce: istituzioni e organizzazioni che hanno compreso che nessun cambiamento nel comportamento delle persone può avvenire se anche noi non cambiamo noi stessi, il nostro modo di creare, curare, organizzare e comunicare cultura. Oltre a un tentativo di sistematizzazione teorica che cerca di mettere ordine nella vasta letteratura esistente, il volume raccoglie le esperienze di 30 organizzazioni culturali europee che hanno tentato di realizzare questo cambiamento, mettendo i pubblici al centro della propria visione e del proprio modo di lavorare. Racconta storie di cambiamento che speriamo alimentino anche in Italia le riflessioni e il dibattito sulla responsabilità di chi fa cultura: garantire contenuti di qualità non basta, così come non basta che vengano comunicati e messi sul mercato da figure professionali all'altezza. Con questo volume speriamo di dare qualche risposta, ma soprattutto di lasciare spazio a domande che riteniamo non più rimandabili.
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Cristina Da Milano e Alessandra Gariboldi hanno pubblicato un volume dal titolo Audience Development: mettere i pubblici al centro delle organizzazioni culturali. La pubblicazione mette a disposizione i risultati di una ricerca voluta dalla Commissione Europea ed è pensato per rispondere alla richiesta da parte di operatori culturali, istituzioni e artisti italiani di un quadro di riferimento su un tema "caldo" ma ancora poco esplorato.

 

 

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Il ruolo dei cittadini nella gestione del patrimonio culturale
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Mercoledì 14 Marzo 2018 13:37

murals-1382202_1920-624x420La presidente di ECCOM Cristina Da Milano ha scritto per Labsus un editoriale dal titolo "Dall’oggetto al soggetto. Verso un ruolo nuovo dei cittadini nella gestione del patrimonio culturale". L'analisi parte dal significato della Convenzione di Faro per analizzare il cambiamento delle pratiche in atto e di concetti importanti come patrimonio culturale, partecipazione e cultura.

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Study on audience development - Report finale
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Giovedì 11 Gennaio 2018 11:20

ECCOM è parte del gruppo di lavoro che ha lavorato al progetto Study on audience development – How to place audiences at the centre of cultural organisations.

L'obiettivo dello studio è quello di fornire un’analisi dei vari aspetti relativi alle politiche di ampliamento dei pubblici e una definizione dei concetti utilizzati in questo contesto,  attraverso la presentazione di esperienze paradigmatiche a livello europeo.

Qui trovate il report finale del progetto

Sito ufficiale: http://engageaudiences.eu





 
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