We are more Agire per la cultura in Europa PDF Stampa E-mail
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Il 29 marzo presso la Città dell'Altra Economia si è tenuta una giornata di discussione e riflessione, organizzata da Arci, Eccom, Gai Perypezye Urbane, in qualità di soci di Culture Action Europe rivolta al mondo della cultura per sostenere la campagna wearemore.

Gli interventi sono disponibili sul canale Youtube della campagna: http://www.youtube.com/user/wearemoreitalia

 


Ecco una sintesi delle considerazioni emerse.

Tra i bisogni emersi a livello di reti e operatori segnaliamo:

1. Necessità di riequilibrare il rapporto tra istituzioni e cultura indipendente: le reti possono e devono avere un ruolo più incisivo sotto questo aspetto
2. Necessità di un rapporto più stretto e fruttuoso anche tra le varie anime che rappresentano la cultura indipendente (anche in questo caso, il ruolo delle reti è importante)
3. Problema di mancanza/sottoutilizzo dei luoghi/spazi: vi è la necessità di riqualificare le aree urbane tenendo conto delle necessità di creatività/arte/cultura
4. Necessità di migliorare le forme di comunicazione/diffusione delle informazioni (sui programmi, sui bandi ma anche sulle reti stesse, che spesso sono invisibili)
5. Necessità di maggiore visibilità/promozione delle reti e dei soggetti che vi aderiscono: in particolare, c'è bisogno di sostenere progetti di affiancamento e monitoraggio delle reti
6. Necessità di formazione di qualità per gli operatori
7. In generale, è emersa la necessità di avere Strutture, Servizi, Strumenti

Tra le proposte che sono state avanzate segnaliamo:

1. Individuazione non solo di fondi ma anche di politiche di sostegno: promozione di nuove forme di fiscalità, di accesso al credito, di sostegno a spazi di co-working, sportelli unici per lo spettacolo, incubatori di imprese creative, micro-credito per la cultura
2. Strutturazione di processi trasparenti e semplici per la progettazione, il monitoraggio, la rendicontazione (soprattutto per quei progetti che hanno budget inferiori ai 50.000 euro)
3. Affermazione decisa del ruolo della cultura, che è evidentemente una parte importante del welfare, anche se ciò non emerge nei documenti ufficiali a livello europeo (ad esempio, la cultura non è menzionata nel programma di Europa 2020)
4. Come conseguenza del punto precedente, è emersa la necessità di svolgere attività di ricerca sul tema degli indicatori qualitativi, creando un tavolo di studio per l'individuazione di indicatori qualitativi per la misurare l'impatto dei progetti culturali
5. Pianificazione e realizzazione di impegni progettuali pluriennali con i soggetti pubblici e privati
6. Rafforzamento del ruolo operativo delle reti per promuovere una formazione degli operatori, una condivisione dei progetti e una messa a disposizione delle competenze
7. Promozione di forme di progettazione condivise

 
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