Romanae Antiquitates Stampa

Istituto Penitenziario di Rebibbia - Soprintendenza Archeologica di Roma - Cooperativa Cecilia ONLUS (2006)

All'interno del penitenziario romano di Rebibbia Nuova Complesso è stato realizato, al termine di un corso di formazione per "Operai specializzati in scavi archeologici, in manutenzione di beni culturali e aree verdi e giardini storici" rivolto a persone in stato di detenzione, un Antiquarium contenente reperti archeologici di epoca romana, un restauro dei reperti e l'allestimento dell'esposizione.


Il corso

Nel Settembre 2004 è iniziato all'interno dell'Istituto penitenziario di Rebibbia Nuovo Complesso un corso di formazione destinato ai detenuti per "Operai specializzati in scavi archeologici, in manutenzione di beni culturali e aree verdi e giardini storici". Il corso, nelle sue due edizioni (della durata di 500 ore ciascuna) ha avuto complessivamente una ventina di allievi.

L'attività formativa, composta da tre moduli (Il mondo antico, Tecniche di scavo archeologico e documentazione grafica, Aree verdi in zone archeologiche), ha coniugato attività teoriche in aula e tirocinio pratico: in particolare, la componente operativa del corso è stata realizzata utilizzando reperti archeologici messi a disposizione dalla Soprintendenza Archeologica di Roma e provenienti da uno scavo realizzato tra il 2001 e il 2003 all'interno dell'Istituto penitenziario di Rebibbia Nuovo Complesso.

I contenuti e la struttura del corso, riconosciuto e finanziato dalla Provincia di Roma (Assessorato alla formazione professionale), sono stati elaborati da Emilio Cabasino, Cristina Da Milano e Martina De Luca di ECCOM - Centro Europeo per l'Organizzazione e il Management Culturale, su richiesta avanzata da Lillo Di Mauro per la cooperativa sociale Cecilia ONLUS, che ha gestito l'intera iniziativa.


L'Antiquarium

Al termine del primo anno di corso, si è deciso di intraprendere il restauro dei reperti archeologici allo scopo di realizzare un Antiquarium all'interno del penitenziario.

Sotto la guida di archeologi, restauratori e architetti i partecipanti al corso hanno restaurato i reperti, realizzato i supporti necessari all'allestimento, predisposto i testi e i pannelli didattici.

L'Antiquarium si trova all'interno del carcere, in un corridoio di accesso alle zone comuni (teatro, chiesa, area verde), le cui pareti sono state affrescate con motivi decorativi liberamente ispirati alla decorazione parietale di epoca romana.

I reperti, suddivisi per classi ceramiche (ceramica da fuoco, ceramica da mensa, sigillata, anfore), sono esposti in cinque teche appositamente progettate e corredate da pannelli che forniscono dati e informazioni sui singoli pezzi.

L'allestimento è integrato dalla presenza di testi, fotografie e cartografie, che illustrano i seguenti aspetti:

  • Lo scavo archeologico all'interno del carcere
  • Il restauro dei materiali
  • Il territorio di Rebibbia in epoca preistorica
  • Il territorio di Rebibbia in epoca romana
  • L'urbanizzazione del territorio nel XX secolo

I testi sono stati scritti in italiano e in francese, tenuto conto del gran numero di detenuti di provenienza nordafricana. Sia i supporti per i pannelli sia le teche sono stati realizzati dalla falegnameria interna all'Istituto.

I destinatari di questa esposizione sono in primo luogo i detenuti stessi, cui si aggiungono i loro familiari, le guardie carcerarie e tutti coloro che entrano in carcere per diversi motivi (avvocati, magistrati, insegnanti, operatori sociali, etc.).
 

Le finalità

L'esposizione vuole rendere accessibile la storia e la cultura del territorio di Rebibbia in varie epoche, favorendone la conoscenza e la comprensione sia da parte di chi non può fisicamente visitare un museo sia da parte di chi potrebbe esserne impedito da ostacoli e barriere di tipo culturale. Proprio per cercare di garantire le migliori condizioni di accessibilità culturale dell'esposizione, la redazione dei testi e l'allestimento nel suo complesso sono stati realizzati coinvolgendo direttamente i detenuti.

Oltre a rappresentare il superamento di un forte ostacolo materiale e cognitivo nei confronti del godimento di una piena cittadinanza culturale, la partecipazione attiva dei detenuti al progetto ha permesso loro di:

  • apprendere le tecniche di "lavorazione" di materiali archeologici (studio, siglatura, rilievo, restauro)
  • analizzare i materiali e la storia del territorio
  • essere parte attiva nella narrazione della storia del luogo e nella comunicazione dell'intera esperienza
  • riscoprire, attraverso il contatto diretto con oggetti del passato e la storia, radici e identità comuni

Si tratta di attività e processi strettamente correlati agli obiettivi del corso di formazio-ne, indirizzato alla creazione di una figura professionale – quella di "Assistente di scavo archeologico e manutentore di aree verdi" – che possa utilmente operare in un settore così importante e significativo come quello dei beni culturali, favorendo al tempo stesso un incisivo reinserimento sociale delle persone detenute.

Il progetto – finanziato dal Ministero della Giustizia-Direzione dell'Amministrazione Penitenziaria – è stato realizzato dai medesimi soggetti che hanno organizzato e condotto le attività formative. Alla realizzazione dell'Antiquarium hanno partecipato gli stessi detenuti che hanno frequentato la prima edizione del corso di formazione.


Hanno collaborato al progetto: Emilio Cabasino, Cristina Da Milano, Martina De Luca, Marta Giommi

DOCUMENTI
Rapporto di valutazione sulle attività svolte a Rebibbia
Articolo del Corriere della sera "Detenuti come archeologi tra i reperti di Rebibbia"
Articolo, "
L'archeologia a Rebibbia"
 

IMMAGINI

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